La Guardia Civil spagnola ha avviato una perquisizione nella sede centrale del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe), nel cuore di Madrid, mentre il primo ministro Pedro Sanchez si trova a Roma per un incontro con il Papa. Secondo quanto riportato dall’agenzia Efe, citando fonti qualificate, “Agenti dell’Unità Operativa Centrale della Guardia Civil stanno perquisendo in queste ore la sede centrale del Partito Socialista (Psoe) del primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, al momento a Roma per incontrare il Papa”.
L’operazione si inserisce in un’inchiesta giudiziaria di particolare delicatezza, coordinata dal magistrato dell’Audiencia Nacional Ismael Moreno e coperta da segreto istruttorio. Gli investigatori stanno cercando elementi utili a chiarire presunti finanziamenti irregolari al partito tra il 2017 e il 2024. In particolare, secondo fonti legali citate, l’attenzione degli inquirenti si concentra su “pagamenti in contanti ricevuti dal Psoe tra il 2017 e il 2024 per spese sostenute dai suoi dirigenti, dipendenti e associati”, una dinamica che potrebbe configurare ipotesi di riciclaggio di denaro.
Tra i nomi al centro dell’indagine figura quello dell’ex ministro dei Trasporti José Luis Abalos, considerato per anni uno dei più stretti collaboratori di Sanchez. Alcuni dei flussi di denaro sotto esame riguarderebbero proprio Abalos e il suo ex consigliere Koldo Garcia, già coinvolti in procedimenti giudiziari. L’ex ministro è attualmente sotto processo per corruzione in un caso che ha assunto grande rilevanza politica, alimentando le richieste di dimissioni dell’esecutivo da parte delle opposizioni.
Parallelamente, la Guardia Civil ha esteso le perquisizioni ad altri luoghi e figure chiave. Gli agenti stanno operando nell’ufficio madrileno dell’ex vicepresidente dell’Andalusia Gaspar Zarrias e nelle abitazioni dell’ex segretario organizzativo del Psoe Santos Cerdan e dell’imprenditore Javier Perez Dolset. Le attività rientrano nel cosiddetto ‘caso Leire Diez’, un filone investigativo che prende il nome da una ex esponente socialista accusata di corruzione.
L’inchiesta ha avuto sviluppi rilevanti anche nelle scorse settimane. L’8 maggio il giudice Santiago Pedraz aveva disposto una proroga di un mese del segreto istruttorio, segno della complessità e della sensibilità del dossier. Tra gli indagati compaiono anche Vicente Fernandez, ex presidente della Sepi, e l’imprenditore Antxon Alonso, proprietario della società Servinabar. Quest’ultimo sarebbe stato coinvolto, secondo gli inquirenti, in un presunto sistema di tangenti legato all’assegnazione di appalti pubblici.
Diez, Fernandez e Alonso erano stati arrestati lo scorso dicembre con accuse che includono appropriazione indebita, traffico di influenze e criminalità organizzata. Successivamente sono stati rimessi in libertà con misure cautelari, tra cui l’obbligo di comparizione periodica in tribunale, il ritiro dei passaporti e il divieto di lasciare il Paese.
Il caso presenta anche risvolti collaterali: Leire Diez risulta indagata in un procedimento parallelo presso un tribunale di Madrid per una presunta campagna diffamatoria nei confronti di pubblici ministeri e del capo dell’Unità Operativa Centrale, Antonio Balas, con l’obiettivo di ostacolare le indagini. Dal canto suo, Gaspar Zarrias, già ascoltato dai magistrati nel 2024, ha dichiarato di aver affidato alla stessa Diez un incarico giornalistico volto a verificare eventuali collegamenti tra il Psoe e l’ex commissario di polizia José Villarejo nell’ambito del caso Ere, considerato uno dei più gravi scandali di corruzione nella Spagna democratica.
Le perquisizioni in corso rappresentano un passaggio cruciale in un’inchiesta destinata ad avere ripercussioni politiche significative, mentre resta ancora da chiarire l’effettiva portata delle responsabilità e il coinvolgimento diretto dei vertici del partito. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
