Una marcata diminuzione dei geopotenziali e delle temperature oltre i 500 hPa, inserita all’interno di un ampio promontorio anticiclonico subtropicale, favorirà un significativo incremento dell’instabilità convettiva sul Nord Italia nella giornata di venerdì 10 luglio. La rotazione delle correnti a 700 hPa da sudovest, in risposta a una depressione in avvicinamento dai Pirenei, determinerà un apporto di aria più umida nei medi strati, condizione favorevole allo sviluppo di temporali anche organizzati.
Secondo l’allerta meteo emessa da Pretemp, un livello 1 interessa gran parte delle Alpi e la Pianura Padana centro-occidentale per il rischio di temporali forti, associati a possibili alluvioni lampo, grandinate fino a medie dimensioni e raffiche di vento intense. Un livello 0 riguarda invece le Alpi orientali, l’Alto Adige, l’Appennino romagnolo, marchigiano, abruzzese, toscano e laziale, oltre alla Corsica e alla pianura veneta, dove i fenomeni saranno più isolati ma non privi di criticità.
Sulle Alpi centro-occidentali e lungo l’Appennino ligure-emiliano, l’innesco convettivo è atteso a partire dal primo pomeriggio per effetto combinato del riscaldamento diurno, dell’orografia e dell’ingresso di correnti sudoccidentali alla quota dell’LFC. I temporali si svilupperanno in un ambiente caratterizzato da shear molto debole, inferiore a 10 m/s, e valori di CAPE compresi tra 1000 e 2000 J/kg, favorendo strutture di tipo pulse storm o cyclic storm, spesso a evoluzione semistazionaria. L’elevato contenuto di acqua precipitabile, stimato tra 30 e 35 mm, soprattutto nei medi livelli, aumenterà il rischio di precipitazioni intense e concentrate.
Le condizioni termodinamiche, con livelli di equilibrio elevati tra i 13.000 e i 14.000 metri e presenza di CAPE significativo nella zona di crescita del ghiaccio, associate a profili verticali di tipo “inverted V” dovuti a boundary layer relativamente secchi (dew point attorno ai 15°C), favoriranno lo sviluppo di updraft ampi. Ne deriverà un rischio di grandine generalmente di piccole dimensioni, ma con possibili episodi fino a 2-3 cm nelle fasi iniziali dei temporali, oltre alla formazione di cold pool capaci di generare raffiche di vento localmente intense. Con il passare delle ore, le celle tenderanno a interagire tra loro, rigenerandosi lungo i boundary dei deflussi freddi in direzione della pianura.
Nel corso del pomeriggio e della sera, la Pianura Padana tra Piemonte, Lombardia ed Emilia occidentale sarà interessata da dinamiche convettive più complesse. Le cold pool generate dai temporali alpini potranno convergere con correnti di caduta più secche dall’Appennino sul Piemonte, mentre in Emilia si potranno instaurare interazioni tra outflow appenninici e masse d’aria più calde e umide di origine adriatica. In questo contesto, isolati temporali, più probabili sul Piemonte centro-meridionale, potranno erodere lo strato di inibizione presente nei bassi livelli e svilupparsi in un ambiente con CAPE elevato, fino a 2000-3000 J/kg.
Queste condizioni aumentano il potenziale per fenomeni severi localizzati, tra cui grandinate con diametro fino a 3-4 cm e raffiche di vento molto forti. In particolare, laddove si instaurino marcati contrasti di dew point al suolo, dell’ordine di 10°C, non si esclude la possibilità di downburst con velocità superiori ai 100 km/h, soprattutto in Emilia occidentale, sebbene con probabilità inferiore.
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Nel corso della serata, nuovi temporali potranno svilupparsi sulla fascia pedemontana tra Brescia e Bergamo, con successiva propagazione verso la pianura in direzione del fiume Po. Resta inoltre una bassa probabilità di evoluzione verso un sistema convettivo a mesoscala (MCS), originato dall’upscale growth delle celle piemontesi e alimentato dai cold pool lombardi. In tale scenario, si configurerebbe un rischio più esteso di precipitazioni intense e raffiche di vento diffuse, anche superiori ai 100 km/h.
Sulle restanti aree in livello 0, tra cui l’Appennino centro-settentrionale e la Corsica, sono attesi temporali localmente intensi ma meno diffusi, a causa di una rotazione più tardiva delle correnti in quota. In pianura veneta, invece, l’elevata inibizione convettiva, con valori di CIN superiori a 400 J/kg, limiterà lo sviluppo temporalesco prevalentemente alle zone prossime ai rilievi.
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Tuttavia, non si esclude la formazione di isolati temporali pomeridiani in media pianura, con rovesci intensi, raffiche di vento e occasionali grandinate. In tarda serata o nottata, eventuali outflow provenienti dalla Lombardia potrebbero innescare un temporale più organizzato, sebbene con probabilità molto bassa. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
