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Putin: “Il conflitto in Ucraina sta volgendo al termine. Pronti a negoziare con la Ue”

Segnali di apertura da Mosca mentre il conflitto resta incerto: Putin evoca la fine della guerra e apre all’Ue, ma le condizioni sul campo e le distanze diplomatiche rendono ancora fragile ogni ipotesi di negoziato.
Credit © Wikipedia

MOSCA – Un segnale inatteso arriva dal Cremlino al termine di una giornata simbolicamente cruciale per la Russia. Vladimir Putin, intervenendo dopo le celebrazioni per l’anniversario della vittoria sul nazifascismo, ha affermato che la guerra in Ucraina “si avvia alla conclusione”, lasciando intravedere uno scenario che potrebbe preludere a un cambiamento nella dinamica del conflitto. Parole che, tuttavia, restano sospese tra apertura diplomatica e ambiguità strategica.

La dichiarazione del presidente russo è giunta al termine di una parata sulla Piazza Rossa insolitamente sobria, caratterizzata da misure di sicurezza eccezionali: internet e sms bloccati sui cellulari, strade deserte e una significativa riduzione dell’apparato militare esibito. Nessun missile o carro armato di ultima generazione, e una sfilata conclusa in appena 45 minuti. Un ridimensionamento evidente, motivato dal timore di attacchi con droni da parte ucraina, evitati – secondo Mosca – grazie a un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti.

Nel corso della conferenza stampa, Putin ha sottolineato come le tensioni siano state alimentate anche dal sostegno occidentale a Kiev: “Hanno cominciato a intensificare la sfida con la Russia, che continua ancora oggi. Penso che questo stia per finire, ma la situazione resta grave”. Un passaggio che non chiarisce però quale esito il Cremlino consideri plausibile: una vittoria militare sul campo o una soluzione negoziata, al momento resa complessa dall’interruzione dei precedenti tentativi di mediazione statunitense.

Parallelamente, si registra un’apertura significativa verso l’Unione europea. Putin ha infatti dichiarato che Mosca “non ha mai rifiutato” il dialogo con Bruxelles, accogliendo – almeno formalmente – le recenti sollecitazioni del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che per due volte in una settimana ha rilanciato la disponibilità dell’Ue a negoziare.

Costa ha ribadito la posizione europea con parole nette: “Il nostro primo obiettivo dal primo giorno è una pace giusta e duratura per l’Ucraina. Per questo – ha sottolineato Costa – abbiamo sostenuto l’Ucraina, per questo abbiamo messo in campo le sanzioni e per la stessa ragione noi siamo disponibili ai negoziati per una pace giusta e duratura per l’Ucraina. Nel momento giusto saremo pronti a parlare con la Russia per affrontare i problemi relativi alla nostra sicurezza comune”.

Putin ha anche indicato una preferenza per il possibile mediatore, evocando una figura controversa ma ritenuta affidabile dal Cremlino: “Come candidato al ruolo di negoziatore – ha aggiunto il leader russo – preferirei l’ex cancelliere tedesco Schroeder. Altrimenti, che scelgano loro un leader di cui si fidano”. Una condizione, tuttavia, resta imprescindibile per Mosca: il negoziatore dovrà essere una personalità che non abbia utilizzato in passato un linguaggio offensivo nei confronti della Russia.

Resta da capire se le parole del presidente russo rappresentino un reale cambio di passo o una mossa tattica in un contesto militare e diplomatico ancora estremamente fluido. L’apertura ai negoziati, pur significativa, si scontra con una realtà sul terreno che continua a registrare tensioni elevate e con un quadro internazionale segnato da profonde divisioni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!