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Crosetto: “Non esiste alcun affare Indonesia”. Il ministero valuta azioni legali con “Il Fatto”

Il ministero della Difesa respinge con una nota ufficiale le accuse de Il Fatto Quotidiano sulla cessione della nave Garibaldi all’Indonesia e valuta azioni legali.

Il ministero della Difesa guidato da Guido Crosetto ha diffuso una nota ufficiale di smentita categorica rispetto alle ricostruzioni pubblicate da Il Fatto Quotidiano in un articolo intitolato “Crosetto, l’uomo di Dubai e l’affare indonesiano”. Nella dichiarazione, il dicastero afferma: Non esiste alcun ‘affare Indonesia’ riconducibile al ministro della Difesa né al Ministero. Non esistono atti o decisioni assunte dal ministro che possano essere interpretati in tal senso.

Al centro della vicenda vi è la cessione della portaerei Giuseppe Garibaldi all’Indonesia, operazione attualmente all’esame delle commissioni Difesa di Camera e Senato. La nave, ex ammiraglia della Marina militare italiana, sarà trasferita gratuitamente alla marina di Giacarta — dove verrà impiegata come piattaforma per droni — abbandonando così la precedente ipotesi di trasformarla in un museo galleggiante a Taranto. L’operazione è collegata a un più ampio rafforzamento dei rapporti industriali tra Roma e Jakarta: tra i contratti allo studio figurano sei sommergibili classe DGK prodotti da Drass per circa 480 milioni di euro, 24 addestratori M-346 di Leonardo per circa 600 milioni e tre velivoli da pattugliamento marittimo per altri 450 milioni.

Il Fatto aveva sollevato il dubbio che l’Indonesia avrebbe indicato la società privata Drass, il cui titolare è Sergio Cappelletti, come soggetto per incassare somme legate all’operazione Garibaldi. Il giornale segnalava inoltre che Cappelletti si trovava a Dubai negli stessi giorni in cui il ministro Crosetto era negli Emirati Arabi Uniti, senza però che l’imprenditore avesse confermato di aver incontrato il ministro.

Il ministero ha fornito una ricostruzione dettagliata dei fatti, chiarendo anzitutto che le procedure di procurement della Difesa “Non coinvolgono il ministro nelle decisioni tecniche e amministrative, che sono invece di competenza delle strutture amministrative competenti”. Quanto alla lettera inviata dall’Indonesia al ministero — nella quale, secondo Il Fatto, si faceva esplicito riferimento a compensi per Drass Spa — il dicastero è stato netto: “Nessuno dei contenuti della lettera è stato accettato, recepito o fatto proprio dal Ministero della Difesa italiano. Le ipotesi e le modalità prospettate unilateralmente dalla controparte indonesiana non hanno mai trovato alcuna adesione da parte italiana.

La nota chiarisce anche il motivo per cui il Parlamento non è stato investito della questione: l’Italia non ha risposto alla lettera di Giacarta “proprio perché i contenuti prospettati non sono stati ritenuti ricevibili o compatibili con il quadro normativo vigente”. Di conseguenza, le commissioni parlamentari non sono state coinvolte su quel documento. Sul fronte dell’interrogazione parlamentare annunciata dal senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco in merito alla cessione della Garibaldi e a possibili conflitti di interesse, il ministero ha fatto sapere che Crosetto sarà “ben lieto di inviare alle Camere una risposta dettagliata, informando compiutamente il Parlamento e facendo piena luce sui fatti”.

Il ministero ha difeso la trasparenza dell’intera operazione, ricordando che la scelta di sottoporre la cessione della nave al vaglio parlamentare è stata adottata “espressamente dalle strutture tecniche competenti dell’Amministrazione della Difesa proprio per garantirne la massima trasparenza”. La nota si chiude con l’annuncio di possibili azioni legali nei confronti del Fatto Quotidiano, accusato di pubblicare “continui articoli dichiaratamente, come dimostrato, falsi e diffamatori”. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!