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Garlasco, PM: “Fu omicidio volontario”. Sempio: “Movente assurdo, non frequentavo Chiara”

Nuova svolta nel caso Poggi: la Procura ridefinisce accuse e dinamica, mentre la difesa respinge ogni ricostruzione. Il procedimento resta nella fase preliminare, tra sviluppi investigativi e possibili scenari giudiziari futuri.
Credit © Mediaset

A quasi due decenni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia imprime una svolta significativa all’inchiesta, ridefinendo il quadro accusatorio nei confronti di Andrea Sempio, oggi 38enne. I magistrati contestano ora l’omicidio volontario aggravato, escludendo il concorso con altri e introducendo l’aggravante della crudeltà, alla luce di una nuova ricostruzione dei fatti maturata attraverso ulteriori analisi investigative e medico-legali.

Secondo l’impostazione accusatoria, Sempio avrebbe agito da solo, colpendo la vittima con violenza estrema all’interno della villetta di Garlasco il 13 agosto 2007. Il movente indicato dalla Procura fa riferimento a “motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio”, una circostanza che, secondo gli inquirenti, avrebbe innescato l’aggressione.

La dinamica descritta nel capo di imputazione parla di “una iniziale colluttazione” durante la quale Sempio avrebbe “colpito reiteratamente” la giovane “con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra”. Successivamente, la vittima sarebbe stata trascinata verso la cantina, dove avrebbe tentato una reazione. I pm sottolineano infatti che “Chiara provò a reagire”, prima di essere nuovamente colpita fino a perdere i sensi.

L’azione, ritenuta di particolare efferatezza, si sarebbe protratta anche dopo la perdita di coscienza della ragazza. Secondo gli atti, Sempio avrebbe inferto “almeno 4-5 colpi” quando la vittima era ormai incosciente, per un totale di “almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto”. Un elemento che ha portato alla contestazione dell’aggravante della crudeltà, basata sull’“entità delle ferite inferte alla vittima”.

La nuova impostazione investigativa si differenzia sensibilmente da quella che aveva portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi, allora fidanzato della vittima, condannato a 16 anni. In quel procedimento non era stata quantificata con precisione la violenza dei colpi, né era stata riconosciuta una fase di reazione della vittima o un movente chiaro.

Dal canto suo, Sempio respinge con decisione le accuse. Attraverso la sua legale Angela Taccia, ha espresso incredulità rispetto alla ricostruzione dei pm: “Assurdo il movente, non frequentavo Chiara Poggi” e ancora “ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso sociale, non si capisce da dove deducano un movente”. La difesa sottolinea inoltre come l’indagato “non la frequentava, non la vedeva spesso”.

La stessa avvocata ha ribadito che Sempio resta “tranquillo” e che l’attuale fase è ancora quella delle indagini preliminari, definendo l’imputazione “comunque elastica e mutevole” e quindi suscettibile di modifiche. Non è ancora certo se il 38enne si presenterà all’interrogatorio fissato per il 6 maggio: “Non possiamo dire niente, stiamo comunque valutando”.

Restano dunque aperti numerosi interrogativi in un caso che continua a suscitare attenzione pubblica e giudiziaria, anche in relazione alla possibile revisione del processo che ha portato alla condanna di Stasi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!