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Tumori in aumento tra i giovani, obesità sotto accusa nello studio di ICR e Imperial College

Lo studio britannico riaccende l’allarme sui tumori giovanili, indicando nell’obesità un fattore determinante ma non esclusivo. Un fenomeno complesso che intreccia stili di vita, ambiente e cambiamenti generazionali.

L’aumento dei tumori tra i giovani adulti rappresenta una delle tendenze epidemiologiche più preoccupanti degli ultimi anni e trova ora una possibile chiave interpretativa nell’incremento dei tassi di obesità e sovrappeso. È quanto emerge da un ampio studio condotto dall’Institute of Cancer Research (ICR) e dall’Imperial College London, che ha analizzato quasi due decenni di dati relativi all’incidenza oncologica in Inghilterra.

La ricerca, pubblicata su BMJ Oncology, si basa sull’esame del registro nazionale dei tumori tra il 2001 e il 2019 e prende in considerazione oltre 20 tipi di neoplasie nella popolazione tra i 20 e i 49 anni. I risultati evidenziano un incremento significativo per 11 forme tumorali, quasi tutte già note per essere associate all’eccesso di peso, con la sola eccezione del tumore del cavo orale.

Uno degli elementi più rilevanti dello studio riguarda il confronto con altri fattori di rischio tradizionali. Negli ultimi vent’anni, infatti, il fumo tra i giovani adulti ha registrato una riduzione costante di circa il 2% annuo, mentre il consumo di alcol si è stabilizzato o ridotto. Anche altri indicatori, come la sedentarietà e l’assunzione di carne rossa e lavorata, mostrano segnali di miglioramento, così come un lento aumento dell’apporto di fibre. Nonostante questo quadro apparentemente favorevole, l’incidenza di diversi tumori continua a crescere.

A sottolineare questa apparente contraddizione è la professoressa Montserrat García-Closas, co-direttrice della Cancer Epidemiology and Prevention Research Unit presso l’ICR, che spiega: “I nostri risultati dimostrano che, sebbene i tassi di incidenza del cancro siano in aumento tra i giovani adulti, è improbabile che tali tendenze siano spiegate da cambiamenti nella maggior parte dei fattori di rischio comportamentali noti”. E aggiunge: “Il fumo, l’alcol e altri comportamenti sono rimasti stabili o sono migliorati negli ultimi due decenni, eppure i tumori a insorgenza precoce continuano ad aumentare, in particolare il cancro al colon”.

Proprio il tumore del colon-retto emerge come uno dei casi più emblematici. Lo studio evidenzia un aumento marcato tra i soggetti sotto i 50 anni, soprattutto tra le donne, dove i casi associati all’indice di massa corporea (BMI) crescono più rapidamente rispetto a quelli non correlati al peso. Un dato che rafforza il legame tra obesità e oncogenesi, ma che allo stesso tempo non esaurisce la complessità del fenomeno.

Gli autori sottolineano infatti che l’eccesso di peso, pur rappresentando un fattore chiave, non è sufficiente da solo a spiegare l’incremento osservato. Tra le possibili concause vengono indicati il consumo crescente di alimenti ultra-processati, l’uso diffuso di antibiotici, l’esposizione a inquinanti ambientali e le alterazioni del microbiota intestinale, tutti elementi che potrebbero interagire in modo sinergico nel determinare il rischio oncologico precoce.

A ribadire la natura multifattoriale del fenomeno è il professor Marc Gunter dell’Imperial College: “I cambiamenti che stiamo osservando nell’incidenza del cancro non hanno una singola causa né una risposta semplice”. E conclude: “Riflettono una combinazione complessa di effetti generazionali, esposizioni nel corso della vita e cambiamenti nella diagnosi”.

L’analisi offre dunque una fotografia articolata e ancora incompleta, ma pone con forza l’attenzione su un elemento ormai centrale nelle politiche di prevenzione: il controllo del peso corporeo. In un contesto in cui i tradizionali fattori di rischio sembrano in regressione, l’obesità si conferma una sfida crescente per la salute pubblica, con implicazioni che vanno ben oltre le malattie metaboliche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!