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Carburanti, Salvini: “Si rischia il taglio dei voli, a maggio finiscono le scorte”

Pressione sui costi energetici e tensioni geopolitiche spingono il governo a chiedere margini di manovra all’Ue, mentre resta aperto il nodo dei voli e della tenuta del sistema nei prossimi mesi.

In un contesto internazionale segnato da forti tensioni e da un aumento significativo dei costi energetici, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini è intervenuto alla Camera durante il question time per affrontare il tema del caro carburanti e le possibili ripercussioni sul trasporto aereo. Il confronto parlamentare si è svolto in un clima teso, riflesso delle diverse sensibilità presenti nella maggioranza sulla gestione dell’emergenza energia.

Il ministro ha voluto innanzitutto rassicurare sulla continuità operativa del settore aereo nel breve periodo, facendo riferimento alle conseguenze della crisi nello stretto di Stretto di Hormuz: «Alla luce della crisi a Hormuz, è garantita l’operatività dei voli per tutto maggio. Voglio essere chiaro – non siamo davanti ad una emergenza che mette a rischio la continuità dei voli». Una precisazione che mira a contenere le preoccupazioni, pur senza negare le criticità emergenti.

Salvini ha però evidenziato come il nodo principale resti quello dell’approvvigionamento di greggio e dei costi in forte crescita. «Il prezzo medio è oggi di 180 dollari al barile, abbiamo un +80% rispetto al periodo pre guerra», ha spiegato, sottolineando l’impatto diretto sul comparto aereo. Secondo quanto riferito dal ministro, le compagnie hanno già segnalato il rischio di una «diminuzione dei voli», scenario che potrebbe concretizzarsi qualora la pressione sui costi dovesse protrarsi.

Sul piano europeo, il titolare dei Trasporti ha ribadito la necessità di un intervento coordinato, chiedendo all’Unione europea un impegno sugli approvvigionamenti e sul modello di sviluppo energetico. In particolare, ha criticato alcuni strumenti normativi ritenuti non più adeguati alla fase attuale: «L’Europa deve sospendere i vincoli del Green deal e di regolamenti non più attuali, con un processo di revisione ad esempio della tassazione Ets». Una posizione che si inserisce nel più ampio dibattito politico condiviso anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Infine, Salvini ha indicato la linea d’azione del governo per prevenire un aggravarsi della crisi, puntando su risorse interne e su una revisione delle regole europee di bilancio: «Per evitare l’emergenza interverremo con risorse aggiuntive provenienti dalla fiscalità italiana, rivedere il patto di stabilità e crescita non è una questione tecnica, è una scelta per evitare problemi, alla fine avremo ragione». Una dichiarazione che apre un fronte politico rilevante nei rapporti con Bruxelles, in un momento in cui il tema della flessibilità fiscale torna centrale nell’agenda europea. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!