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Alta velocità, Non solo Trenitalia e Italo: in Italia arrivano nuovi treni. Date e tratte interessate

L’AGCM ha dato il via libera a SNCF Voyages Italia come terzo operatore dell’alta velocità in Italia. Dal settembre 2027, i treni TGV M a due piani collegheranno Torino, Milano, Roma, Napoli e Venezia con 13 viaggi giornalieri andata e ritorno.
Credit © SNCF Voyages Italia

Il mercato ferroviario italiano dell’alta velocità si prepara a una trasformazione strutturale destinata a ridefinire gli equilibri competitivi del settore. Dopo oltre un decennio di duopolio tra Trenitalia e Italo (NTV – Nuovo Trasporto Viaggiatori), sulle principali direttrici dello Stivale si affaccerà presto un terzo protagonista: SNCF Voyages Italia, controllata italiana del colosso ferroviario statale francese SNCF Voyageurs. La data cerchiata in rosso è quella del settembre 2027, quando la compagnia transalpina punta ad avviare la propria offerta commerciale di alta velocità sul mercato domestico italiano, dopo anni di negoziazioni, ricorsi e trattative con le autorità di regolazione.

Il via libera definitivo è arrivato nei primi giorni di marzo 2026, quando l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha accettato gli impegni presentati da Rete Ferroviaria Italiana (RFI) nell’ambito dell’indagine avviata sugli ostacoli all’accesso alla rete ferroviaria nazionale. Una decisione che, di fatto, mette fine al duopolio consolidatosi nel corso degli ultimi anni e che pone le condizioni affinché un nuovo operatore possa competere su scala nazionale. L’istruttoria dell’Antitrust aveva preso le mosse da segnalazioni relative a presunte condotte discriminatorie nella distribuzione delle tracce orarie e nella gestione delle infrastrutture di accesso, elementi che avevano di fatto frenato l’ingresso di nuovi soggetti nel segmento più redditizio del trasporto ferroviario italiano.

Al termine del procedimento, RFI ha reso obbligatori una serie di impegni vincolanti, tra i quali spicca l’assegnazione a SNCF Voyages Italia di un pacchetto minimo di 18 tracce orarie garantite per almeno dieci anni sulle due principali dorsali dell’alta velocità italiana: la Torino–Milano–Roma–Napoli e la Torino–Milano–Venezia. Si tratta di un riconoscimento che va ben oltre la semplice tolleranza di un nuovo entrante, configurandosi come una garanzia strutturale di accesso all’infrastruttura, elemento indispensabile per pianificare investimenti di lungo periodo.

Le tratte, le città e il piano di collegamento

Il piano industriale di SNCF Voyages Italia, nella sua prima fase operativa, prevede un totale di 13 viaggi giornalieri di andata e ritorno distribuiti sulle due direttrici oggetto dell’accordo quadro con RFI. Più nel dettaglio, sono previsti 9 collegamenti quotidiani andata e ritorno lungo la dorsale tirrenica, da Torino a Napoli passando per Milano, Bologna, Firenze e Roma, e ulteriori 4 viaggi giornalieri andata e ritorno lungo la tratta adriatica, da Torino a Venezia con fermate a Milano, Brescia, Verona e Padova. Le città complessivamente servite in questa prima fase saranno dunque dieci: Torino, Milano, Brescia, Verona, Padova, Venezia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli.

L’obiettivo strategico dichiarato dalla società è quello di raggiungere entro il 2030 una quota di mercato del 15% sul totale dei passeggeri dell’alta velocità in Italia, trasportando oltre 10 milioni di viaggiatori all’anno una volta raggiunto il pieno regime operativo. Si tratta di una quota ambiziosa ma non irraggiungibile, in considerazione della crescita sostenuta che il segmento dell’alta velocità registra da anni in tutta Europa, con oltre 56 milioni di passeggeri che ogni anno percorrono le linee veloci italiane. SNCF ha già manifestato la propria disponibilità ad ampliare l’offerta verso altre destinazioni, incluso il Sud Italia, compatibilmente con i futuri sviluppi infrastrutturali della rete.

I treni TGV M: tecnologia e sostenibilità

Il parco rotabile che SNCF intende impiegare sulle linee italiane è composto da 15 convogli TGV M (anche noti come TGV di nuova generazione), treni a due piani di ultima concezione che saranno tecnicamente adattati per circolare sull’infrastruttura ferroviaria italiana. Rispetto ai treni alta velocità attualmente in esercizio sulla rete nazionale, i nuovi convogli garantiscono un riduzione del consumo energetico pari al 37%, una caratteristica che li colloca tra le soluzioni di mobilità a lunga percorrenza più sostenibili attualmente disponibili sul mercato europeo. La configurazione a doppio ponte permette inoltre di offrire una maggiore capacità di trasporto per singola unità vettore, con sedili progettati per assicurare standard elevati di comfort.

L’omologazione dei treni per la rete italiana costituisce tuttavia ancora uno dei nodi tecnici da risolvere prima dell’avvio commerciale. SNCF ha sottolineato come l’ottenimento della omologazione e la garanzia di accesso agli impianti di manutenzione sul territorio nazionale siano condizioni imprescindibili per procedere con il piano di investimenti annunciato. Senza queste certezze, ha precisato la compagnia, non esisterebbero le condizioni minime per giustificare economicamente l’operazione.

La posizione di SNCF e le condizioni per l’investimento

SNCF Voyageurs ha accolto con soddisfazione la decisione dell’AGCM, definendola un passo nella giusta direzione, ma ha contestualmente ribadito che la prima fase degli impegni – ovvero il riconoscimento immediato di una prima quota degli slot ferroviari richiesti – è indispensabile per consentire l’avvio concreto del piano di investimenti. La compagnia ha precisato che, senza raggiungere almeno 13 viaggi giornalieri di andata e ritorno, la sostenibilità economica dell’operazione verrebbe compromessa e l’ingresso nel mercato italiano non sarebbe perseguibile nelle forme attualmente pianificate. Il gruppo ha quindi condizionato la prosecuzione del proprio piano all’attuazione puntuale degli impegni assunti da RFI, chiedendo anche certezze sui tempi di liberazione degli slot orari eventualmente detenuti dai concorrenti.

La presenza di SNCF in Italia non è del tutto nuova: la compagnia opera sul mercato nazionale dal 1995 con il servizio Artesia e dal 2011 con il TGV Inoui, che garantisce collegamento giornaliero tra Parigi, Torino e Milano. L’espansione verso il mercato domestico italiano rappresenta quindi il naturale sviluppo di una strategia di internazionalizzazione già consolidata, che ha portato il gruppo ad essere presente in 9 Paesi europei al di fuori della Francia, con un terzo dei propri passeggeri di natura internazionale.

Impatto economico e occupazionale

L’ingresso di SNCF Voyages Italia nel mercato dell’alta velocità nazionale viene proiettato come un fattore moltiplicatore per l’economia del settore. Le stime elaborate dalla compagnia indicano potenziali ricadute economiche superiori ai 480 milioni di euro annui, a cui si affiancherebbe la creazione di oltre 4.000 posti di lavoro diretti e indiretti sull’intero territorio nazionale. L’accordo quadro con RFI è stato richiesto per una durata di 15 anni, a testimonianza di un orizzonte di pianificazione di lungo periodo che va ben oltre la fase di lancio commerciale, e che prevede un progressivo rafforzamento dell’offerta e dell’infrastruttura a supporto.

La concorrenza su scala domestica, già sperimentata con successo nei rapporti tra Trenitalia e Italo nel corso dell’ultimo decennio, potrebbe ora intensificarsi ulteriormente, con potenziali benefici in termini di prezzi più competitivi, miglioramento della qualità del servizio e ampliamento dell’offerta per i viaggiatori. L’Italia aveva già fatto da apripista in Europa nel campo della liberalizzazione ferroviaria e la prospettiva di un terzo operatore attivo su scala nazionale consolida ulteriormente questo primato, inserendosi in un contesto europeo in cui la domanda di mobilità ferroviaria ad alta velocità registra una crescita strutturale e sostenuta. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!