I 32 Paesi membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE) hanno deciso all’unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche di emergenza. La decisione risponde alle turbolenze dei mercati energetici provocate dal conflitto in Medio Oriente e dalla conseguente riduzione dei flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz.
Si tratta di un volume record nella storia dell’AIE: più del doppio rispetto ai 182 milioni di barili rilasciati nel 2022 dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Il direttore esecutivo Fatih Birol ha definito l’operazione “un’azione di grande portata, pensata per attenuare gli effetti immediati delle perturbazioni dei mercati”, sottolineando però che “l’elemento più importante per tornare a flussi stabili di petrolio e gas resta la ripresa del transito attraverso lo Stretto di Hormuz”.
Il conflitto in Iran ha ridotto i volumi di esportazione di greggio e prodotti raffinati a meno del 10% dei livelli precedenti alla crisi. Nel 2025, attraverso lo Stretto di Hormuz transitavano in media 20 milioni di barili al giorno, pari a circa il 25% del commercio mondiale di greggio via mare. I Paesi AIE dispongono complessivamente di oltre 1,2 miliardi di barili di riserve strategiche, ai quali si aggiungono 600 milioni di scorte industriali detenute per obbligo governativo.
Le riserve saranno immesse sul mercato secondo tempistiche adattate alle circostanze nazionali di ciascun Paese membro, affiancate da ulteriori misure straordinarie adottate da alcuni Stati. “I mercati del petrolio sono globali e quindi anche la risposta a gravi interruzioni dell’offerta deve essere globale”, ha dichiarato Birol.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha confermato che si tratta del “volume più corposo mai concordato come misura di mitigazione”, riferendo anche di una riunione del G7 svoltasi per affrontare l’evoluzione della crisi energetica. L’Italia ha proposto un analogo incontro del G7 con i Paesi del Golfo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha precisato che i 400 milioni di barili “corrispondono più o meno a 20 giorni di volumi esportati attraverso lo Stretto di Hormuz”. Il commissario europeo all’energia Dan Jorgensen ha accolto positivamente la decisione, sottolineando che “in tempi difficili, l’unità e la cooperazione globale sono essenziali”.
Quella odierna rappresenta la sesta operazione collettiva nella storia dell’AIE, fondata nel 1974. Precedenti azioni coordinate erano state adottate nel 1991, nel 2005, nel 2011 e due volte nel 2022. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
