Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha presieduto al Quirinale una riunione del Consiglio Supremo di Difesa dedicata alla crescente instabilità internazionale legata al conflitto che coinvolge l’Iran. Al termine dell’incontro è stata diffusa una nota ufficiale che ribadisce la posizione italiana: il Paese non parteciperà al conflitto e continuerà a sostenere ogni iniziativa diplomatica volta a ridurre le tensioni.
Nel documento si sottolinea come l’attuale quadro globale sia segnato da una profonda instabilità, aggravata da una moltiplicazione dei conflitti. In questo contesto, l’Italia conferma il proprio impegno a favorire il ritorno alla via negoziale e diplomatica, nel rispetto dell’articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.
Il Consiglio Supremo di Difesa ha espresso forte preoccupazione per l’intensificarsi delle crisi internazionali, con particolare riferimento all’area del Mediterraneo e del Medio Oriente, regioni considerate di interesse strategico per l’Italia. Nel corso della riunione è stata inoltre condannata la strage avvenuta nella scuola di Minab e si è evidenziato come la crescente crisi dell’ordine internazionale, fondato sul ruolo delle Nazioni Unite, stia favorendo iniziative unilaterali che rischiano di indebolire il sistema multilaterale.
La riunione ha analizzato anche gli scenari determinati dall’escalation militare seguita all’azione degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Secondo quanto emerso, l’allargamento del conflitto potrebbe avere effetti destabilizzanti su tutto il Medio Oriente e sull’area del Mediterraneo. In questo quadro è stato ribadito che l’Italia non parteciperà alle operazioni militari, posizione già espressa dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Parlamento. Il documento evidenzia inoltre che un’eventuale espansione del conflitto potrebbe favorire forme di guerra ibrida e creare spazi per gravi iniziative da parte di organizzazioni terroristiche.
Nel corso della riunione è stato affrontato anche il tema dell’utilizzo delle basi militari presenti sul territorio italiano, oggetto di polemiche politiche nelle ultime settimane. Il Consiglio ha preso atto della risoluzione già adottata dal Parlamento in merito alle richieste avanzate da Paesi alleati per attività di supporto alla difesa. È stato precisato che l’utilizzo delle infrastrutture militari concesse alle forze statunitensi dovrà avvenire nel rispetto degli accordi internazionali vigenti e riguarderà attività addestrative e di supporto tecnico-logistico. Qualora eventuali richieste dovessero andare oltre il perimetro stabilito dagli accordi, esse saranno sottoposte alla valutazione del Parlamento.
Tra i temi affrontati vi sono anche le misure per fronteggiare la crisi in corso nel Mediterraneo, in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo. Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza dei cittadini italiani presenti nell’area, migliaia secondo le stime del governo, e alla tutela dei militari italiani impegnati nelle missioni nella regione. Allo stesso tempo è stata confermata la volontà di garantire sostegno e assistenza ai Paesi del Golfo considerati partner strategici.
La nota evidenzia inoltre l’importanza del coordinamento con i principali alleati europei. Il governo italiano intende operare insieme a Francia, Germania e Regno Unito per armonizzare le iniziative a difesa degli interessi comuni e per rafforzare la sicurezza dell’area euro-mediterranea. Un coordinamento ritenuto necessario anche alla luce delle tensioni militari che hanno coinvolto Cipro, Stato membro dell’Unione europea, e la Turchia, Paese appartenente alla Nato, dopo il lancio di missili nella regione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
