La questione dell’adozione internazionale da parte di coppie omosessuali unite civilmente approda alla Corte Costituzionale. Il Tribunale di Venezia ha sollevato una questione di legittimità costituzionale sull’articolo 39-bis della legge 184 del 1983, che vieta alle coppie dello stesso sesso, legate da unione civile, di accedere all’adozione internazionale.
A portare il caso in giudizio è una coppia formata da due uomini quarantenni, uniti civilmente dal 2019, che ha presentato domanda di adozione per un bambino ospitato in un orfanotrofio estero. Il Tribunale veneziano ha ritenuto non manifestamente infondata la questione di incostituzionalità del divieto previsto dalla normativa vigente, rimettendo la decisione alla Consulta.
L’ordinanza di rinvio fa leva sulla sentenza 33 del 2025 della stessa Corte Costituzionale, con la quale il giudice delle leggi aveva dichiarato l’incostituzionalità delle norme che impedivano alle persone non coniugate di adottare minori stranieri abbandonati. In quell’occasione la Corte aveva sottolineato che l’esclusione di alcune categorie di persone dall’adozione non può trasformarsi in una barriera al diritto del minore di essere accolto in un ambiente stabile e armonioso.
Il Tribunale veneziano rileva una palese discriminazione: le coppie conviventi di fatto, sia omosessuali che eterosessuali, potrebbero ciascuna presentare domanda come single senza rinunciare alla propria vita privata, mentre le coppie unite civilmente non godono della stessa possibilità. L’unica via oggi percorribile per loro sarebbe sciogliere l’unione civile per procedere a due adozioni autonome, una scelta che il giudice considera sproporzionata e lesiva dei diritti fondamentali.
Nell’ordinanza, estesa dal giudice Lanfranco Maria Tenaglia, si dà atto della solidità della coppia richiedente, sul piano affettivo, parentale, sociale ed economico. Le avvocate Eleonora Biondo e Valentina Pizzol, che assistono i due partner, si dichiarano fiduciose in una risposta positiva della Consulta: “Il provvedimento ha il merito di portare, per la prima volta, il tema dell’accesso alle adozioni internazionali da parte di coppie unite civilmente al vaglio della Corte Costituzionale; la speranza è ora quella che la Consulta dichiari l’incostituzionalità della norma censurata al fine di ottenere il riconoscimento di un nuovo diritto, più che meritevole di tutela, ossia il diritto di accedere all’adozione internazionale”.
La questione, che coinvolge il principio di uguaglianza e i diritti fondamentali sanciti dalla Carta costituzionale e dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, è ora affidata alla Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi su un tema di crescente rilevanza sociale e giuridica. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
