Il giudizio è netto, ma tutt’altro che liquidatorio. Massimo Giletti torna a parlare di Barbara D’Urso e lo fa con quella franchezza che da sempre caratterizza il suo stile. Intervistato da La Nuova Sardegna, il conduttore ha tracciato un profilo lucido della collega, distinguendo con chiarezza tra gusto personale e riconoscimento professionale.
“Non ho mai amato il modo di fare tv di Barbara“, ha dichiarato senza esitazioni. Una presa di distanza sul piano editoriale che però non scalfisce la valutazione complessiva: per Giletti, D’Urso resta “un animale televisivo di grande forza e impatto”, dotato di una personalità capace di lasciare il segno. Un riconoscimento che pesa, soprattutto alla luce dell’attuale assenza della conduttrice dal piccolo schermo.
Dopo la separazione da Mediaset, consumatasi in modo tutt’altro che indolore, D’Urso è infatti rimasta ai margini della televisione generalista. A parte alcune sporadiche apparizioni, il suo ritorno alla conduzione non si è ancora concretizzato, nonostante le dichiarazioni pubbliche in cui ha espresso più volte la volontà di rimettersi in gioco. Sullo sfondo, restano le indiscrezioni — mai confermate ufficialmente — su un possibile veto attribuito a Pier Silvio Berlusconi che ne avrebbe ostacolato il rientro nei principali circuiti televisivi, inclusa la Rai.
È proprio su questo punto che emerge il senso delle parole di Giletti: pur non condividendone il linguaggio televisivo, il giornalista sottolinea come la carriera della conduttrice sia stata costellata da risultati concreti. “Dove Barbara è andata ha sempre funzionato“, ha osservato, evidenziando una capacità di intercettare il pubblico che pochi altri possono vantare con la stessa continuità. Da qui, il “massimo rispetto” e il “dispiacere” per una fase professionale che appare in stallo.
Nel corso dell’intervista, Giletti ha allargato lo sguardo anche alla gestione di Mediaset dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, riconoscendo a Pier Silvio Berlusconi il merito di aver rafforzato l’azienda in un momento delicato. Un passaggio che si intreccia indirettamente con il destino televisivo della stessa D’Urso, simbolo di una stagione editoriale che negli ultimi anni ha subito una profonda revisione.
Non è la prima volta che Giletti si esprime in questi termini. Già nel 2019, ospite di TvTalk, aveva definito “estremamente divertente” il programma Live – Non è la D’Urso, arrivando a considerarlo “straordinario” in alcuni momenti, pur senza rinunciare a critiche su specifiche scelte editoriali, come la gestione del caso mediatico legato a Pamela Prati. Un giudizio articolato, confermato anche nel 2020, quando aveva descritto D’Urso come “un tesoro” per Mediaset, sottolineando però i rischi di una sovraesposizione televisiva che poteva incidere sulla qualità dei contenuti.
Oggi lo scenario è radicalmente cambiato: nessun programma in conduzione, nessuna collocazione definita. Eppure, nelle parole di Giletti emerge una convinzione precisa: il talento televisivo, quando è autentico, difficilmente resta inutilizzato a lungo. Non a caso, interrogato su una sua eventuale presenza futura sulle reti Mediaset, il giornalista ha lasciato aperto ogni scenario con un laconico ma significativo: “Nella vita, mai dire mai”. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
