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Assegno unico di marzo 2026, gli importi saranno più alti con il nuovo ISEE: gli importi

Il 19 e 20 marzo 2026 l’INPS versa l’Assegno unico con importi rivalutati dell’1,4%, arretrati di gennaio e nuovo calcolo ISEE: l’importo massimo sale a 203,80 euro per figlio.

Il 19 e il 20 marzo 2026 l’INPS accredita la nuova mensilità dell’Assegno unico e universale per i figli a carico, una rata che si preannuncia più consistente rispetto alle precedenti per effetto di una duplice spinta: la rivalutazione degli importi legata all’inflazione, con il relativo versamento degli arretrati di gennaio, e l’applicazione automatica del nuovo calcolo dell’ISEE introdotto dalla legge di bilancio 2026. Si tratta di un appuntamento di rilievo per oltre sei milioni di nuclei familiari beneficiari, cui corrispondono quasi dieci milioni di figli, ai quali l’istituto previdenziale ha erogato nel 2025 una spesa complessiva di 19,7 miliardi di euro.

La rivalutazione dell’1,4% e gli arretrati

A partire dalla mensilità di febbraio 2026, l’INPS ha riconosciuto la rivalutazione annuale degli importi nella misura dell’1,4%, calcolata dall’ISTAT sull’andamento dell’inflazione per il 2026. La mensilità di gennaio, tuttavia, non era stata adeguata contestualmente, motivo per cui gli arretrati relativi a quel mese vengono corrisposti — secondo quanto comunicato dall’Istituto nella propria circolare n. 7/2026 — a partire dalla rata di marzo. In termini pratici, le famiglie che hanno già presentato la DSU aggiornata riceveranno in un’unica soluzione la mensilità di marzo più la differenza non ancora versata per il mese di gennaio, rendendo questo accredito uno dei più corposi dell’anno.

I nuovi importi per il 2026

In seguito alla rivalutazione, l’importo base dell’assegno per ciascun figlio minorenne oscilla tra un minimo di 58,30 euro, destinato a chi non ha presentato l’ISEE o supera la soglia massima rivalutata — fissata per il 2026 a 46.582,71 euro — e un massimo di 203,80 euro mensili per le famiglie con ISEE fino a 17.468,51 euro. La differenza tra le due cifre supera i 145 euro per ogni figlio, a conferma di quanto sia determinante la presentazione tempestiva della dichiarazione. Per i figli maggiorenni (fino ai 21 anni, al ricorrere delle condizioni previste) l’importo minimo scende a 29,10 euro, mentre quelli con disabilità non hanno limiti di età e beneficiano di maggiorazioni specifiche.

Il nuovo calcolo ISEE introdotto dalla legge di bilancio

La legge di bilancio 2026 ha apportato modifiche strutturali al metodo di calcolo dell’ISEE che, per la prima volta, trovano applicazione concreta nella determinazione dell’assegno unico di marzo. La principale novità riguarda l’aumento della franchigia sulla prima casa, passata da 52.500 a 91.500 euro, con un ulteriore innalzamento fino a 120.000 euro nei comuni capoluogo di area metropolitana. È stato inoltre introdotto un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo, misura pensata per ridurre l’indicatore reddituale delle famiglie numerose. A ciò si aggiunge una revisione della scala di equivalenza, che abbassa ulteriormente l’ISEE al crescere del numero di figli: l’incremento è pari a +0,10 con due figli, +0,25 con tre, +0,40 con quattro e +0,55 con almeno cinque figli a carico. L’effetto combinato di queste misure fa sì che molte famiglie — in particolare quelle numerose e quelle proprietarie di abitazione principale di valore medio-alto — vedano scendere il proprio ISEE 2026 rispetto a quello dell’anno precedente, con un conseguente aumento dell’assegno percepito.

Le maggiorazioni confermate

Il sistema delle maggiorazioni, che si somma all’importo base, rimane articolato e mirato alle situazioni di maggiore vulnerabilità. Per i figli con meno di un anno di età è previsto un incremento del 50% sull’assegno base, così come per i figli tra 1 e 3 anni appartenenti a nuclei con almeno tre figli e ISEE contenuto. Le famiglie con quattro o più figli a carico beneficiano di una maggiorazione forfettaria di 150 euro mensili. Sono inoltre confermati gli aumenti per i figli con disabilità, per le madri under 21 e per i nuclei familiari in cui entrambi i genitori lavorano, riconoscendo in questo modo la complessità delle diverse strutture familiari presenti nel paese.

Chi non ha aggiornato l’ISEE

La scadenza del 28 febbraio 2026 era il termine ordinario entro il quale presentare la DSU per ricevere già a marzo l’importo calcolato in base al reddito familiare aggiornato. Chi non ha rispettato quella data vede accreditato, a partire da questo mese, soltanto l’importo minimo di 58,30 euro per figlio minorenne. Non si tratta però di una situazione irreversibile: l’INPS consente di regolarizzare la propria posizione presentando la DSU entro il 30 giugno 2026, con il conseguente ricalcolo dell’assegno e il riconoscimento degli arretrati a partire dalla mensilità di marzo. Il mancato adeguamento oltre quella data comporta invece la perdita definitiva del diritto a qualsiasi differenza pregressa, rendendo il rispetto di quella scadenza imprescindibile per chi intende tutelare pienamente il proprio accesso alla misura.

Date e modalità di pagamento

Il calendario stabilito dall’INPS prevede due finestre di accredito: il 19 e il 20 marzo per le famiglie il cui assegno non ha subito variazioni di importo rispetto al mese precedente, e l’ultima settimana di marzo — entro il 31 — per i nuclei che hanno presentato una nuova domanda a gennaio o il cui assegno è oggetto di conguaglio, sia a credito sia a debito. I beneficiari possono monitorare lo stato del pagamento accedendo al fascicolo previdenziale del cittadino tramite l’area riservata del portale INPS con credenziali SPID, CIE o CNS, oppure consultando il Centro Notifiche dell’istituto per ricevere aggiornamenti in tempo reale sull’accredito. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!