La puntata di venerdì 13 marzo 2026 di “Quarto Grado”, il programma di approfondimento giornalistico in onda su Rete4, ha riportato al centro del dibattito pubblico il caso del delitto di Garlasco, uno dei più complessi e controversi della cronaca giudiziaria italiana degli ultimi vent’anni. Protagonisti della serata i due periti informatici Roberto Porta e Daniele Occhetti, gli stessi che nel 2009, su incarico del giudice di primo grado Mauro Vitelli, analizzarono i computer di Chiara Poggi e del suo fidanzato Alberto Stasi nell’ambito del procedimento penale per l’omicidio della giovane studentessa.
Chiara Poggi fu trovata morta nella sua abitazione di Garlasco, in provincia di Pavia, il 13 agosto 2007. Alberto Stasi, all’epoca studente universitario alla Bocconi di Milano, fu il principale indagato. Assolto in primo grado nel 2009 e in appello nel 2011, fu poi condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione dalla Corte di Cassazione nel 2015, a conclusione di un processo lungo e travagliato che ha lasciato molti interrogativi aperti. Oggi il caso è tornato sotto i riflettori per effetto delle nuove indagini avviate dalla Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio, amico di Stasi, sospettato sulla base di nuove evidenze emerse nel corso del 2025.
Il punto centrale attorno al quale si è sviluppata la discussione a “Quarto Grado” è la famosa “cartella militare”: una cartella presente nel computer di Stasi che conteneva circa 7.000 file pornografici accuratamente catalogati. L’ipotesi investigativa, sostenuta dai consulenti della famiglia Poggi, è che Chiara avrebbe scoperto quel materiale la sera del 12 agosto 2007 — la notte prima di essere uccisa — durante i dieci minuti in cui Stasi si era allontanato per portare a spasso il cane, lasciandola sola davanti al suo pc. Secondo questa teoria, la scoperta del contenuto della cartella avrebbe innescato una lite che si sarebbe poi conclusa tragicamente il mattino successivo.
Roberto Porta, perito informatico nominato dal giudice Vitelli nel primo grado di giudizio, ha però ribadito con nettezza, a “Quarto Grado”, che quell’accesso non avvenne. “L’apertura della cartella militare l’abbiamo esclusa per una questione di tempistiche”, ha dichiarato, spiegando che l’analisi dei file di log presenti nei dispositivi mostrava sequenze di apertura di file del tutto incompatibili con l’accesso a quella cartella. “Dati i secondi che passano da un’azione all’altra e certe condizioni che c’erano negli eventi di apertura di altre immagini all’epoca, ci portavano a escludere con elevata probabilità questa apertura”, ha aggiunto, precisando che l’esclusione riguardava sia la cartella principale denominata “militare” sia la sottocartella al suo interno, denominata “nuova cartella”.
La ricostruzione fornita da Porta si basa su un’analisi probabilistica delle sequenze temporali registrate dai log di sistema: in sostanza, i dati digitali consentivano di ricostruire con grande precisione l’ordine cronologico delle azioni compiute sul computer, stabilendo quali file fossero stati aperti e in quale arco di secondi. Una metodologia che, secondo il perito, permetteva di escludere l’accesso alla cartella in questione senza necessità di ulteriori verifiche dirette.
Daniele Occhetti, secondo perito informatico intervenuto nella stessa puntata, si è invece concentrato sulle attività compiute da Chiara Poggi nella fascia oraria compresa tra le 21:59 e le 22:14 della sera del 12 agosto 2007, ovvero il lasso di tempo in cui Stasi era uscito di casa. Secondo Occhetti, i dati digitali dimostrano che in quel frangente Chiara non stava esplorando contenuti pornografici, bensì lavorando alla tesi di laurea del fidanzato. “È dimostrabile che ci sia stata un’attività sulla tesi nel momento in cui Alberto non era presente a casa di Chiara”, ha affermato il perito, sottolineando però che questa conclusione non è frutto di nuovi accertamenti, ma di prove già acquisite dai Raggruppamento Investigazioni Scientifiche (RIS) nel 2007.
I software di videoscrittura utilizzati all’epoca — ha spiegato Occhetti — lasciavano tracce precise e verificabili nel momento in cui venivano apportate modifiche al documento. “Già le prove dei RIS avevano indicato che il sistema di videoscrittura lasciava tracce nel momento in cui si realizzavano gli accrescimenti di contenuti”, ha chiarito, confermando che le analisi condotte congiuntamente con i militari avevano restituito un quadro coerente. I metadati del file della tesi attesterebbero dunque che tra le 21:59 e le 22:09-22:14, periodo coincidente con l’assenza di Stasi, Chiara aprì la cartella della documentazione contenuta nella cartella “tesi” e apportò modifiche al documento, in accordo con la tesi difensiva di Stasi secondo cui la ragazza lo stava aiutando nella stesura dell’elaborato finale.
Le dichiarazioni dei due periti si inseriscono in un contesto di accesa contrapposizione tra analisi forensi di parte diametralmente opposte. I consulenti informatici incaricati dalla famiglia Poggi — Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti — avevano annunciato a gennaio 2026 di aver individuato, attraverso nuovi software e metodologie più avanzate di quelle disponibili nel 2007, un dato che definiscono “di assoluta certezza”: Chiara avrebbe cliccato sulla cartella “militare” alle 22:00:00, aprendo in successione la sottocartella “nuova cartella” e visualizzando un’anteprima di immagini pornografiche. Secondo i consulenti della famiglia, questa sarebbe la conferma del movente dell’omicidio.
La difesa di Stasi ha respinto con fermezza questa ricostruzione, sostenendo che la traccia elettronica individuata dalla controparte non sarebbe il risultato di un’azione umana consapevole, bensì di un’operazione automatica generata dal sistema operativo Windows XP, erroneamente interpretata come attività di navigazione da parte di un utente. I legali di Stasi, gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, hanno depositato una propria consulenza informatica presso la Procura di Pavia, ribadendo che “nessuno ha acceduto alla cartella militare e/o alla nuova cartella ivi contenuta, tantomeno ad immagini pornografiche”.
A complicare ulteriormente il quadro, nel corso della puntata di “Quarto Grado” è emerso anche un elemento legato al computer di Chiara Poggi. Occhetti aveva già rivelato in precedenti occasioni che il pc della vittima presentava un’anomalia rilevante: nel luglio 2007, un mese prima dell’omicidio, erano state rilevate numerose ricerche di contenuti pornografici in orari in cui Chiara si trovava al lavoro, e dunque non poteva fisicamente trovarsi davanti al computer. Una circostanza che lascia aperta l’ipotesi che il pc di Chiara fosse utilizzato da altre persone, e che ha modificato la valutazione complessiva sul confronto tra i contenuti dei due computer.
Sul fronte delle indagini in corso, la Procura di Pavia sta conducendo in modo autonomo una propria perizia informatica su entrambi i computer, che si affiancherà alle numerose consulenze di parte già depositate agli atti. Il risultato di questa perizia terza e indipendente è atteso come elemento potenzialmente dirimente in un caso che, a distanza di quasi diciannove anni dal delitto, continua a dividere esperti, opinionisti e istituzioni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
