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Delitto di Garlasco, la Procura di Pavia pronta a chiedere la revisione del processo Stasi

La nuova inchiesta pavese sul delitto di Garlasco entra nella fase decisiva: attesa la valutazione dei magistrati milanesi su una possibile revisione del processo che ha condannato Alberto Stasi.
Credit © Mediaset

La Procura di Pavia si prepara a un passaggio potenzialmente decisivo nel caso del delitto di Garlasco. Nelle prossime settimane è infatti attesa la chiusura della nuova inchiesta pavese che vede indagato Andrea Sempio e che potrebbe aprire la strada a una richiesta di revisione del processo che ha portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, “nella ricostruzione dei magistrati e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano non sono emersi elementi che collocherebbero sulla scena del delitto Alberto Stasi”, condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007. Al contrario, prosegue il quotidiano, “ne sarebbero stati trovati diversi in contrasto con quelli riportati nelle sentenze di condanna”. Un quadro che, se confermato, “aprirebbe la strada a una richiesta di revisione che potrebbe partire su input degli stessi pm pavesi”.

Il tema è stato al centro di un incontro istituzionale tenutosi oggi, venerdì 24 aprile, tra la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, e l’avvocato generale Lucilla Tontodonati con il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. Al centro del confronto, proprio la possibilità di avanzare una richiesta di revisione del processo.

A confermare il contenuto dell’incontro è stata la stessa Nanni, che ha spiegato: “Nelle prossime settimane – ha affermato Nanni – arriverà una informazione dalla procura di Pavia su quanto è stato fatto”, accompagnata dalla documentazione relativa alle nuove risultanze investigative. La procuratrice generale ha aggiunto: “Noi studieremo i documenti e valuteremo se chiedere ulteriori atti per presentare una eventuale richiesta di revisione a Brescia”.

Sarà dunque la Corte d’Appello di Brescia l’eventuale sede chiamata a esaminare una nuova istanza di revisione, in un caso giudiziario che continua a suscitare attenzione e interrogativi a quasi vent’anni dai fatti. La chiusura della nuova inchiesta rappresenterà il primo banco di prova per comprendere se gli elementi raccolti potranno effettivamente incidere su una sentenza passata in giudicato. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!