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Il Decreto Sicurezza è legge con 162 sì, l’opposizione canta Bella Ciao -VIDEO-

Via libera definitivo al decreto sicurezza tra proteste e tensioni politiche. Le opposizioni denunciano profili di incostituzionalità, mentre il Governo introduce correttivi sui rimpatri.

È stato convertito in legge il decreto sicurezza, approvato dall’Aula della Camera con 162 voti favorevoli, 102 contrari e un’astensione, al termine di una maratona parlamentare durata due giorni e preceduta dal voto di fiducia. Il provvedimento segna un nuovo passaggio nell’agenda del Governo in materia di sicurezza e immigrazione, ma arriva in un clima politico fortemente polarizzato.

Contestualmente all’approvazione, il Consiglio dei ministri ha varato in una riunione lampo un nuovo decreto legge contenente disposizioni urgenti sui rimpatri volontari assistiti. Il testo introduce un correttivo al decreto sicurezza appena convertito, segno di un intervento normativo ancora in fase di assestamento.

La seduta alla Camera è stata caratterizzata da momenti di forte tensione simbolica. Prima del voto finale, le forze di opposizione hanno intonato il canto partigiano Bella Ciao, accompagnandolo con applausi e con l’esibizione della Costituzione in Aula. Un gesto che ha assunto un chiaro significato politico alla vigilia della ricorrenza del Festa della Liberazione.

Nel corso del dibattito è intervenuto Riccardo Ricciardi, esponente del Movimento 5 Stelle, che ha rivolto un “buon 25 aprile” all’Aula, richiamando i luoghi simbolo della Resistenza italiana. Sulla stessa linea la posizione espressa da Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che ha definito il provvedimento “anticostituzionale”, collegando la protesta ai valori fondanti dell’antifascismo.

Secondo le opposizioni, il decreto rappresenterebbe una compressione dei diritti e delle garanzie costituzionali, mentre la maggioranza lo considera un intervento necessario per rafforzare il controllo sul territorio e la gestione dei flussi migratori. La contrapposizione emersa in Aula riflette una frattura politica più ampia, destinata a proseguire anche nei prossimi passaggi parlamentari e nell’attuazione concreta delle nuove norme. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!