Scarica l'App NewsRoom.
Non perderti le ULTIME notizie e le ALLERTA METEO in tempo reale.

Scarica GRATIS

Rocco Casalino scende in campo: “La Russa al Quirinale sarebbe un pericolo”

La discesa in campo di Casalino riapre il confronto politico in Puglia e rilancia lo scontro nazionale tra centrosinistra e governo, con il voto locale che assume un significato ben oltre i confini comunali.
Credit © La7

L’ingresso diretto nella competizione elettorale segna una nuova fase per Rocco Casalino, già volto noto della comunicazione politica del Movimento 5 Stelle e per anni portavoce dell’ex premier Giuseppe Conte. L’ex spin doctor ha annunciato la propria candidatura al consiglio comunale di Ceglie Messapica, in vista delle amministrative del 24 e 25 maggio, collocandosi nel campo del centrosinistra e rivendicando un impegno politico esplicito contro la destra.

Nel motivare la sua decisione, Casalino ha delineato uno scenario politico che giudica critico sia a livello nazionale sia internazionale, evocando una crescente polarizzazione. “Io sono convinto che questa sia una fase molto particolare, con Trump che ha polarizzato di fatto la politica. In questa fase, secondo me, diventa veramente complicato non prendere una posizione e non impegnarsi; è una responsabilità di ognuno impegnarsi per contrastare questa destra che inizia a essere pericolosa, come vediamo con Trump e con certi provvedimenti e tentativi della premier Meloni, l’ultimo sul Dl sicurezza. Ci sono vari segnali. Tra due anni si voterà il capo dello Stato e potrebbe essere realisticamente Ignazio La Russa il prossimo presidente della Repubblica, che fa ancora dichiarazioni che richiamano il fascismo, cose che pensavamo superate. Dopo Mattarella avere La Russa: questo scenario è un pericolo vero“.

Parole che chiamano in causa direttamente il presidente del Senato Ignazio La Russa e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusata da Casalino di non prendere le distanze da alcune posizioni politiche e alleanze internazionali. L’ex portavoce ha ripercorso anche la propria evoluzione ideologica, sottolineando una distanza netta dagli estremismi di ogni segno: “Io – ha dichiarato all’Ansa – ero considerato quello meno a sinistra nel Movimento 5 Stelle perché da giovanissimo ero con Rifondazione Comunista, ma dopo aver conosciuto da vicino il comunismo a Cuba e in Venezuela, mi sono totalmente allontanato da quelle idee politiche. Credo che tutti gli estremismi siano un pericolo, incluso il comunismo. Ero quello con meno pregiudizi verso Meloni e non l’ho mai attaccata sul tema del fascismo. Però adesso, dopo quattro anni di governo, con l’appoggio a Orban e Trump, i segnali sono preoccupanti. Lei non prende le distanze da niente“.

La candidatura a livello locale viene letta dallo stesso Casalino come parte di una strategia politica più ampia, in cui i comuni diventano terreno decisivo per influenzare gli equilibri nazionali. “Dai comuni si può iniziare a creare un’onda positiva: più il centrodestra perde terreno nei comuni, più la leadership di Meloni viene indebolita, rendendo possibile batterla l’anno prossimo. Siccome Ceglie Messapica andava al voto e alcuni amici me l’hanno chiesto, ho deciso di dare una mano. Ceglie ha un valore nazionale. Avere un sindaco di sinistra a Ceglie significa che Meloni, quando verrà l’estate, sarà accolta con gli onori istituzionali ma da un sindaco di centrosinistra: un segnale – conclude Casalino – che anche la ‘sua’ Ceglie l’abbandona“.

Il ritorno sulla scena politica attiva rappresenta per Casalino un passaggio significativo, dopo anni trascorsi dietro le quinte come stratega della comunicazione. La scelta di partire da una realtà locale come Ceglie Messapica assume, nelle sue parole, un valore simbolico e politico, con l’obiettivo dichiarato di incidere sugli equilibri nazionali attraverso il radicamento territoriale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!