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Conti pubblici, Schlein attacca: “Avevano i numeri per fare tutto e non hanno fatto nulla”

Le parole di Schlein riaccendono il confronto politico sui conti pubblici, mentre i dati europei diventano terreno di scontro tra maggioranza e opposizione in vista delle prossime scelte economiche del governo.
Credit © Rai

Le ultime rilevazioni di Eurostat accendono lo scontro politico sui conti pubblici italiani, con la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, che punta il dito contro l’operato dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Interpellata dai giornalisti in Transatlantico, Schlein ha tracciato un quadro fortemente critico della situazione economica nazionale, legando i dati europei a una più ampia valutazione politica.

“I dati Eurostat rappresentano ‘una pessima notizia per l’Italia e la certificazione del fallimento delle politiche economiche del governo, tra calo della produzione industriale e assenza di una strategia per la crescita’”, ha dichiarato la leader dem, sottolineando come i numeri diffusi a livello europeo confermerebbero una fase di difficoltà strutturale.

Nel suo intervento, Schlein ha poi insistito sul tema della pressione fiscale e dei servizi pubblici, accusando l’esecutivo di aver aggravato il carico sui cittadini senza rafforzare i pilastri dello Stato sociale. “Il record di pressione fiscale e i tagli a servizi fondamentali come sanità, trasporti e scuola segnano il fallimento di questo governo”, ha affermato, indicando una contraddizione tra le politiche annunciate e i risultati concreti.

La segretaria del Pd ha inoltre richiamato il ruolo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sostenendo che senza quell’intervento la situazione economica sarebbe stata ancora più critica. “Se non ci fosse stato il Pnrr che Meloni non voleva, l’Italia sarebbe in recessione”, ha detto, attribuendo al programma europeo una funzione decisiva di sostegno alla crescita.

Non sono mancate critiche anche sul fronte della politica internazionale e della spesa militare, con un riferimento diretto alle scelte del governo nei rapporti con gli alleati. “Hanno accettato la richiesta sbagliata e irraggiungibile del cinque per cento di spesa militare per non dire di no a Trump”, ha aggiunto Schlein, chiamando in causa anche l’ex presidente statunitense Donald Trump.

Infine, la leader dem ha messo in discussione la capacità dell’esecutivo di sfruttare le condizioni politiche favorevoli di cui disponeva. “Ma in queste condizioni non ci sarà nemmeno quel margine in più in ci speravano con l’uscita dalla procedura di infrazione. Avevano i numeri per fare tutto e sono riusciti a non fare nulla”, ha concluso, delineando un giudizio netto sull’azione di governo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!