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Mediaset risponde a Barbara d’Urso: “Le pretese risarcitorie sono del tutto infondate”

Lo scontro tra Mediaset e Barbara d’Urso approda in tribunale tra accuse sui diritti d’autore e tensioni editoriali, aprendo un caso destinato a ridefinire equilibri e responsabilità nel sistema televisivo italiano.

La frattura tra Mediaset e Barbara d’Urso si approfondisce e approda sul terreno legale, segnando un nuovo capitolo in una vicenda che intreccia diritti d’autore, autonomia editoriale e rapporti interni all’azienda. La risposta del gruppo televisivo non si è fatta attendere dopo l’iniziativa giudiziaria della conduttrice, che contesta il presunto mancato riconoscimento economico per i programmi da lei ideati e firmati negli ultimi sedici anni.

In una nota ufficiale, Mediaset ha assunto una posizione netta: “L’azienda respinge ogni addebito mosso dalla signora d’Urso. L’azione legale contiene una ricostruzione dei fatti strumentale e non corrispondente alla realtà. Le pretese risarcitorie della conduttrice sono del tutto infondate“. Parole che delineano un conflitto destinato a essere chiarito nelle sedi opportune e che confermano la volontà del gruppo di difendere il proprio operato. La società ribadisce inoltre di aver agito “nel rispetto degli obblighi e in conformità con la propria linea editoriale”, dichiarandosi “fiduciosa sull’esito positivo della controversia”.

Al centro della disputa vi è il lavoro autoriale svolto da d’Urso in trasmissioni di punta come Pomeriggio Cinque, Domenica Live e Grande Fratello, fino al format Live Non è la d’Urso, indicato come di sua proprietà. Secondo quanto riportato dalla giornalista Maria Corbi sulle pagine de La Stampa, la denuncia includerebbe ulteriori elementi che riguardano la gestione editoriale e i rapporti interni al network.

Tra i punti più controversi emergerebbe quello relativo a un presunto vincolo imposto alla conduttrice: l'”obbligo di far approvare preventivamente l’elenco di tutti gli ospiti di tutte le sue trasmissioni alle produzioni di Maria De Filippi e Silvia Toffanin”. Un aspetto che, se confermato, aprirebbe interrogativi sulla reale autonomia editoriale concessa ai volti di punta dell’azienda.

Non meno delicata la questione legata al Codice Etico Mediaset, chiamato in causa per un episodio avvenuto nel marzo 2023. In quell’occasione, un account ufficiale del gruppo pubblicò un commento offensivo nei confronti della conduttrice durante un suo collegamento con Domenica In, trasmissione condotta da Mara Venier. Il messaggio recitava: “Che cosa antipatica, T mi pare azzeccato Silvy”. In un primo momento l’azienda parlò di un profilo hackerato, salvo poi ammettere che l’errore era riconducibile a una gestione interna, accompagnando la rettifica con scuse pubbliche rivolte ai follower.

La vicenda si configura così come uno scontro complesso, in cui si intrecciano rivendicazioni economiche, dinamiche editoriali e questioni reputazionali. Sarà ora la magistratura a stabilire la fondatezza delle accuse e a chiarire i contorni di un rapporto professionale che per anni ha rappresentato uno dei pilastri dell’intrattenimento televisivo italiano. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!