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Garlasco, Roberta Bruzzone e il mistero degli audio non depositati in Procura

La criminologa annuncia che depositerà di persona gli audio sul caso Garlasco, dopo il dietrofront di terzi. Ipotizza una regia mediatica per orientare le indagini.
Credit © Mediaset

La criminologa Roberta Bruzzone ha annunciato che depositerà personalmente in Procura a Milano alcune registrazioni audio che ritiene rilevanti per il caso Garlasco. L’annuncio è arrivato nel corso della puntata di Quarto Grado del 20 marzo, dove la criminologa ha spiegato che soggetti terzi, che inizialmente avevano detto di voler procedere al deposito, hanno fatto marcia indietro. “Qualcuno ha fatto dietrofront. Questi audio li ho e li ritengo oltremodo interessanti. Dicono fatti”, ha dichiarato Bruzzone, aggiungendo che le registrazioni descriverebbero “una geografia di relazioni molto molto interessante”.

La decisione di procedere autonomamente è stata netta: “Procedo io direttamente, depositerò, questa è una mia decisione”, ha detto la criminologa al conduttore Gianluigi Nuzzi. Bruzzone ha precisato di non aver frainteso nulla rispetto agli impegni presi da terzi, ma di voler procedere per i propri passi, su cui ha, a suo dire, pieno controllo. La parte che avrebbe cambiato orientamento non è stata identificata pubblicamente.

Al centro delle registrazioni ci sarebbe un presunto movente alternativo all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Secondo quanto emerso nelle settimane precedenti, gli audio conterrebbero conversazioni tra tre persone che delineerebbero una ricostruzione diversa dei fatti, con nomi e circostanze precisi. Bruzzone aveva già consegnato parte di quel materiale alla Procura di Milano nell’ambito delle querele per calunnia presentate da Stefania e Paola Cappa, cugine della vittima.

Nel corso della stessa puntata, la criminologa ha sostenuto con forza la tesi di una regia mediatica dietro la riemersione del caso. “Non penso ci sia una regia, lo so. Un conto è pensarlo, un conto è avere riscontro che quei pezzi li hai messi bene insieme”, ha affermato. Alla domanda di Nuzzi se l’obiettivo fosse quello di orientare l’opinione pubblica e le indagini, la risposta è stata categorica: “Assolutamente sì”. Bruzzone ha aggiunto di ritenere che alcune persone abbiano fabbricato prove false e false piste per incastrare qualcuno, e che quello che era un sospetto si sia trasformato in un “convincimento”.

La criminologa ha infine chiarito la posizione di Andrea Sempio all’interno delle registrazioni. “Andrea Sempio è un’appendice, si punta su altri, il suo è un ruolo collaterale, periferico, ci sono altri”, ha sottolineato, lasciando intendere che le registrazioni indicherebbero soggetti diversi dall’imputato come figure centrali nella ricostruzione alternativa. Gli audio, ha precisato Bruzzone, contengono passaggi che considera rilevanti ai fini giudiziari e che devono essere sottoposti al vaglio dell’autorità competente prima di essere resi pubblici. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!