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Gas, Scorte europee sotto il 30% ed ora torna il freddo: Germania in difficoltà

Il prezzo del gas al TTF di Amsterdam balza del 57% in due settimane. Scorte UE al 29,11%: l’Italia regge al 45%, ma la Germania crolla al 21,93%.

L’Europa si trova a fare i conti con una crisi energetica che unisce tensioni geopolitiche a un’anomalia climatica di fine stagione. Mentre si sperava nell’allentamento dell’inverno, una nuova ondata di freddo tardiva sta colpendo il cuore del continente proprio nel momento in cui le riserve di gas toccano i livelli più bassi degli ultimi anni, innescando una fiammata dei prezzi senza precedenti per il mese di marzo.

Alla piazza del TTF di Amsterdam, il principale mercato di riferimento per il gas naturale in Europa, le quotazioni hanno registrato un incremento del 57,11% nell’arco di sole due settimane. Un dato che non può essere ricondotto esclusivamente al nervosismo degli operatori finanziari, ma riflette una congiuntura critica reale, alimentata da due fattori che si sovrappongono e si amplificano a vicenda: il conflitto in Iran e il ritorno del gelo in piena primavera.

La principale spinta al rialzo arriva dal Medio Oriente. L’escalation del conflitto in Iran ha interrotto i fragili equilibri delle rotte di approvvigionamento energetico, spingendo il metano verso livelli di prezzo che non si registravano da anni. Secondo gli analisti di BloombergNef, l’instabilità nell’area ha generato una volatilità estrema: ogni minima variazione nella domanda o nell’offerta viene amplificata in modo esponenziale, mettendo sotto pressione le industrie energivore e le famiglie europee che già faticano ad assorbire i rincari delle bollette.

A complicare ulteriormente il quadro è l’andamento meteorologico. Le previsioni per l’ultima parte di marzo confermano condizioni di pieno inverno fuori stagione in Svizzera, Germania, Olanda e Regno Unito, con temperature minime stabilmente attorno allo zero termico. I cittadini si trovano costretti a riaccendere o potenziare gli impianti di riscaldamento proprio quando si attendeva una tregua stagionale, con un impatto diretto sulla domanda di gas per uso domestico.

A rendere la situazione ancora più critica sul fronte energetico è il fenomeno noto come Dunkelflaute, una combinazione di assenza di vento e scarsa insolazione che azzera di fatto il contributo delle energie rinnovabili. Con turbine eoliche ferme e pannelli solari inattivi per mancanza di luce, gli Stati membri sono costretti a fare massiccio ricorso alle centrali termoelettriche a gas per soddisfare il fabbisogno elettrico, accelerando il drenaggio delle riserve residue e spingendo i consumi di gas verso picchi anomali per il periodo primaverile.

Il quadro più preoccupante riguarda proprio lo stato degli stoccaggi. Secondo i dati più recenti diffusi da Gas Infrastructure Europe, le scorte di gas dell’Unione Europea sono scese sotto la soglia psicologica del 30%, attestandosi al 29,11%, pari a un totale di 332,58 TWh. Un livello che lascia poco margine di manovra nel caso in cui il freddo dovesse prolungarsi oltre le previsioni attuali.

L’analisi dei singoli Paesi membri rivela un divario significativo nella resilienza energetica nazionale. L’Italia si distingue positivamente, con stoccaggi al 45% che rappresentano quasi un terzo dell’intera riserva comunitaria, offrendo una tenuta superiore rispetto alla media europea. Tutt’altro scenario per la Germania, dove i depositi sono precipitati al 21,93%, un dato che lascia pochissimo spazio a ulteriori imprevisti. Questo squilibrio interno rischia di trasformarsi in una fonte di tensione politica tra i partner europei, chiamati ad applicare i meccanismi di solidarietà energetica previsti dai regolamenti comunitari.

Di fronte a questa emergenza, la Commissione Europea e i governi nazionali stanno valutando misure straordinarie. L’asse Roma-Berlino starebbe spingendo per una sospensione temporanea del meccanismo ETS (Emission Trading System), il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, con l’obiettivo di ridurre i costi operativi per le imprese energivore. Parallelamente, si discute della necessità di accelerare i contratti flessibili per il GNL, il gas naturale liquefatto proveniente da mercati alternativi, sebbene i colli di bottiglia infrastrutturali rappresentino ancora un ostacolo significativo nel breve termine.

La sfida più immediata per i governi europei sarà gestire l’impatto sociale della crisi. L’Unione si prepara a un Consiglio straordinario per definire nuovi tetti ai prezzi dell’energia o l’introduzione di sussidi mirati per i consumatori più vulnerabili. L’obiettivo è scongiurare che un gelo fuori stagione si trasformi nell’innesco di una crisi economica di più ampia portata, proprio mentre il continente tenta di uscire dall’incertezza accumulata negli ultimi anni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!