A Punta Marina, frazione balneare del comune di Ravenna, la presenza dei pavoni è diventata un caso locale e nazionale. Il tema è tornato con forza al centro del dibattito pubblico tra fine aprile e inizio maggio 2026, quando servizi televisivi e articoli di stampa hanno rilanciato una convivenza sempre più difficile tra una parte dei residenti, che denuncia disagi quotidiani, e chi invece considera ormai questi animali un tratto distintivo della località.
Il punto più delicato riguarda i numeri, che oggi non sono ancora certificati da un conteggio ufficiale. Secondo quanto riferito nelle ultime settimane, nel 2023 gli esemplari censiti erano circa trenta, ma le stime circolate nel 2026 parlano di una presenza molto più alta: c’è chi indica 70 capi, chi arriva a 100-120. Proprio per questo il Comune di Ravenna ha annunciato l’avvio di un censimento metodico, ritenuto il passaggio preliminare per capire la reale consistenza della colonia e valutare eventuali interventi insieme alla comunità e alle associazioni animaliste.
Le contestazioni di molti abitanti si concentrano sugli effetti pratici della presenza dei volatili nel centro abitato. Nelle testimonianze raccolte dalla stampa locale ricorrono i danni ai tetti, ai giardini e alle auto, oltre ai rumori notturni, particolarmente avvertiti nel periodo dell’accoppiamento, e ai problemi legati al guano. Nello stesso tempo, però, le associazioni che difendono i pavoni contestano parte di queste accuse, invitano a non alimentarli e chiedono che qualsiasi decisione non comprometta la loro presenza, ritenuta da alcuni anche un elemento di richiamo turistico.
Vi giuro son piegato in due, una pagina stupenda di televisione pic.twitter.com/Hw8ILaHgqn
— LA VP (@_WhiteThiago) May 4, 2026
La storia della colonia, secondo le ricostruzioni riportate in questi giorni, affonderebbe le radici tra gli anni Ottanta e Novanta, con una crescita evidente nel corso dell’ultimo decennio. Nel 2014 si parlava di una decina di esemplari concentrati soprattutto nell’area pinetale attorno all’ex colonia dell’Aeronautica Militare; poi, negli anni successivi e in particolare durante il lockdown pandemico, gli animali avrebbero progressivamente occupato spazi sempre più centrali del paese. Già nel 2023 l’amministrazione aveva ipotizzato il trasferimento di una parte degli esemplari, soluzione poi non andata avanti, mentre è stato avviato un progetto di convivenza con cartelli informativi e indicazioni per scoraggiare l’alimentazione dei pavoni in paese.
È qui che si misura tutta la complessità del caso Punta Marina. Da una parte c’è una località che vede trasformarsi una presenza curiosa e quasi folkloristica in una questione di ordine urbano e qualità della vita; dall’altra c’è la difesa di animali ormai stabilmente inseriti nel paesaggio quotidiano del lido ravennate. Finché il censimento non chiarirà le dimensioni effettive del fenomeno, il confronto resterà sospeso tra percezioni opposte, interessi diversi e una domanda di fondo ancora aperta: se e come sia possibile regolare una convivenza che, oggi, appare sempre più fragile. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
