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“Il Fatto” ha presentato la domanda per i contributi pubblici al Governo Meloni

La società editrice del Fatto Quotidiano ha presentato domanda per accedere ai contributi straordinari previsti dal decreto del governo Meloni, rompendo con la storica posizione del giornale contro i finanziamenti pubblici all’editoria.

La Società Editoriale Il Fatto (SEIF) ha presentato domanda per ottenere i contributi straordinari all’editoria previsti da un decreto del governo Meloni dello scorso dicembre, che riconosceva un rimborso di 10 centesimi per ogni copia cartacea venduta. La notizia, comunicata con una nota ufficiale della proprietà, segna una netta inversione rispetto alla linea tenuta fin dalla fondazione del quotidiano, che aveva sempre fatto della propria indipendenza dai finanziamenti pubblici un tratto identitario distintivo.

La svolta arriva a un giorno di distanza da un post sui social di Andrea Scanzi, che si era vantato dei risultati commerciali del giornale: “Mentre tutti i grandi quotidiani perdono lettori (Corriere -5,82%, Repubblica -9,56%, Sole 24 Ore -5,77%, Gazzetta dello Sport -11,32%… e via dicendo), il Fatto è l’unico con il segno +”. Dati di gennaio che, secondo Scanzi, confermavano la crescita del quotidiano rispetto ai competitor.

Eppure, il giorno successivo a quelle dichiarazioni, la stessa testata pubblicava un trafiletto con l’annuncio della proprietà: “La Seif ha presentato la domanda”. Un comunicato che ha fatto il giro delle redazioni, colpendo in modo particolare per le implicazioni che riguardano Marco Travaglio, direttore del quotidiano e socio della società editrice con una quota inferiore al 5%. Travaglio aveva da sempre stigmatizzato, anche pubblicamente e nel sottotestata del giornale stesso, la scelta di non accettare aiuti statali, presentandola come garanzia di autonomia e indipendenza editoriale.

La nota ufficiale di SEIF ha tentato di spiegare le ragioni della decisione senza stravolgere formalmente la posizione storica del giornale: “SEIF è ben consapevole dell’importanza che riveste per il Fatto Quotidiano non percepire finanziamenti pubblici. Ma, data la crisi del mercato editoriale e il momento congiunturale molto difficile, l’amministratore delegato, per le responsabilità che gli competono, ha ritenuto di predisporre la domanda entro la scadenza per garantire la continuità aziendale, supportare la transizione digitale in corso e prevenire eventuali situazioni di rischio.”

La nota prosegue precisando che i fondi non sono stati ancora incassati: “Con la presente nota, intende però precisare che il contributo assegnato dal decreto del 9 marzo scorso non è stato percepito e che l’intenzione della Società Editoriale Il Fatto, qualora il trend positivo che stiamo registrando nel primo trimestre e il sostegno dei nostri lettori e dei nostri abbonati proseguano, rimane quella di non percepirlo. E faremo di tutto perché sia così.”

SEIF è quotata su Euronext Growth Milan e adotta uno statuto che impedisce il controllo da parte di un singolo socio, limitando ogni partecipazione a un massimo del 16,67%. Il flottante è pari a circa il 40%, mentre le quote di maggioranza relativa sono nelle mani di Antonio Padellaro e di Cinzia Monteverdi. Travaglio detiene una partecipazione inferiore al 5%. La domanda per i contributi è stata dunque una decisione dell’amministratore delegato nell’ambito delle sue responsabilità gestionali, non necessariamente condivisa da tutti i soci. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!