Con l’avvicinarsi della Pasqua, famiglie e studenti di tutta Italia si interrogano sulle date esatte delle vacanze scolastiche primaverili. Quest’anno la domenica di Pasqua cade il 5 aprile 2026, seguita il giorno successivo dal Lunedì dell’Angelo (Pasquetta) il 6 aprile, entrambe festività che si inseriscono in un calendario scolastico già definito dagli Uffici Scolastici Regionali nei mesi scorsi. Si tratta, secondo la classificazione tradizionale, di una Pasqua cosiddetta “media”, distinta da quella “bassa” (dal 22 marzo al 2 aprile) e da quella “alta” (dal 14 al 25 aprile), una collocazione che consente di strutturare una pausa scolastica di ampiezza standard, senza le compressioni tipiche delle date più precoci né i prolungamenti che caratterizzano le festività più tarde.
Nella quasi totalità delle regioni italiane, la sospensione delle lezioni è fissata con inizio giovedì 2 aprile e conclusione martedì 7 aprile compresi, con il conseguente rientro in classe previsto per mercoledì 8 aprile 2026. Questo schema garantisce sei giorni consecutivi di interruzione didattica, che includono il fine settimana del 4 e 5 aprile, le festività del 5 e 6 aprile e i giorni di sospensione deliberati a livello regionale per il 2 e 7 aprile. Per gli istituti che adottano la cosiddetta “settimana corta”, ovvero con lezioni distribuite su cinque giorni dal lunedì al venerdì, la finestra di riposo risulta in sostanza invariata, poiché il sabato è già normalmente non scolastico.
La governance del calendario scolastico italiano si articola su più livelli: il Ministero dell’Istruzione e del Merito fissa le coordinate nazionali, tra cui il numero minimo di 200 giorni di lezione annui stabilito dal DPR 275/1999, mentre ogni Ufficio Scolastico Regionale (USR) delibera il calendario specifico per il proprio territorio. A questo si aggiunge la facoltà discrezionale dei singoli istituti di apportare modifiche marginali al calendario, nel rispetto del limite minimo obbligatorio. Ne consegue che le date indicate regione per regione rappresentano il quadro di riferimento ufficiale, ma ogni famiglia è invitata a verificare le comunicazioni specifiche della propria scuola per eventuali variazioni.
Il quadro regionale nel dettaglio
Analizzando i calendari deliberati dagli USR per l’anno scolastico 2025–2026, emerge un quadro sostanzialmente omogeneo su scala nazionale, con pochissime eccezioni. Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto hanno tutte deliberato la sospensione delle lezioni dal 2 al 7 aprile 2026, con ritorno in aula l’ 8 aprile. La Regione Toscana, in particolare, ha esplicitato nelle proprie direttive che le vacanze pasquali comprendono i tre giorni precedenti la domenica di Pasqua e il martedì successivo al Lunedì dell’Angelo, codificando in modo preciso il criterio che di fatto viene adottato dalla maggioranza degli enti territoriali italiani.
Le uniche eccezioni di rilievo riguardano tre territori. La Liguria e la Valle d’Aosta prevedono una chiusura dal 2 al 6 aprile, con il rientro anticipato fissato a martedì 7 aprile invece che a mercoledì 8. La Provincia autonoma di Trento, che gode di un regime di ampia autonomia normativa in materia scolastica, ha invece deliberato una sospensione più lunga, dal 2 all’8 aprile 2026, con il rientro in classe previsto solo per giovedì 9 aprile, garantendo agli studenti trentini un giorno aggiuntivo di vacanza rispetto alla media nazionale. La Calabria non presenta ulteriori particolarità rispetto allo schema maggioritario.
I ponti di primavera dopo Pasqua
Il calendario scolastico del secondo quadrimestre 2026 non si esaurisce con le vacanze pasquali. Il 25 aprile, Festa della Liberazione, cade di sabato: per gli istituti con settimana corta non determina quindi un giorno di chiusura aggiuntivo, ma alcuni consigli d’istituto potrebbero deliberare la sospensione del lunedì 27 aprile, creando un fine settimana lungo. Il 1° maggio cade di venerdì, garantendo un weekend lungo a tutti gli studenti, con le scuole chiuse da venerdì 1 a domenica 3 maggio. Il 2 giugno, Festa della Repubblica, cade di martedì e rappresenta il ponte più consistente della primavera: numerose regioni hanno già deliberato la sospensione delle lezioni anche per lunedì 1° giugno, offrendo quattro giorni consecutivi di vacanza dal sabato 30 maggio al martedì 2 giugno.
Variazioni e autonomia scolastica
È opportuno ricordare che il sistema scolastico italiano, in virtù del DPR 275/1999 sull’autonomia delle istituzioni scolastiche, consente ai singoli istituti di modificare in misura limitata il proprio calendario, ad esempio anticipando o posticipando di uno o due giorni la riapertura dopo le vacanze, a condizione che venga comunque garantito il monte ore annuale minimo. Questo significa che, pur avendo come riferimento il calendario deliberato dall’USR di competenza, ogni scuola può comunicare alle famiglie date leggermente diverse. La verifica del calendario interno è dunque un passaggio fondamentale, soprattutto per le famiglie che intendono organizzare viaggi o soggiorni durante il periodo pasquale, un arco temporale caratterizzato tradizionalmente da un’alta domanda turistica e da un conseguente aumento delle tariffe nel settore dei trasporti e dell’ospitalità.
In sintesi, il panorama nazionale delle vacanze di Pasqua 2026 è caratterizzato da una sostanziale uniformità: la quasi totalità degli studenti italiani godrà di una pausa che va da giovedì 2 aprile a martedì 7 aprile, con rientro in classe mercoledì 8 aprile, fatta eccezione per Liguria e Valle d’Aosta (rientro il 7 aprile) e per la Provincia autonoma di Trento (rientro il 9 aprile). Un calendario che, inserito nel quadro più ampio dei ponti primaverili, offre agli studenti italiani diverse occasioni di sosta dall’attività didattica nella parte conclusiva dell’anno scolastico. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
