La missione della Global Sumud Flotilla non si ferma. Dopo il blocco al largo di Creta e le tensioni con la marina israeliana, gli attivisti annunciano una nuova partenza, rivendicando la natura umanitaria dell’iniziativa e promettendo una partecipazione ancora più ampia. A rilanciare l’impegno è stato Luca, attivista collegato dalla Grecia durante una conferenza stampa organizzata dalla delegazione italiana davanti alla Farnesina.
“La Flotilla riparte. Useremo questi giorni per sistemare tutto e per rimettere a posto le barche”, ha dichiarato, sottolineando come la mobilitazione internazionale non si sia affievolita nonostante quanto accaduto. “Abbiamo compagni dalla Grecia, dall’Italia, dalla Spagna, dall’Olanda e da tutta Europa che si sono mobilitati per venire qui”. Un messaggio che mira a ribadire la determinazione del movimento e a rafforzare la dimensione europea dell’iniziativa.
L’annuncio arriva a poche ore da un episodio che ha riacceso l’attenzione sulla missione. Circa 200 attivisti, diretti verso la Striscia di Gaza con un carico di aiuti umanitari, sono stati fermati mercoledì sera dalla marina dello Stato di Israele mentre si trovavano in acque internazionali nei pressi di Creta. Secondo le ricostruzioni fornite dagli stessi partecipanti, le imbarcazioni sono state intercettate e costrette a interrompere la rotta.
Alcuni degli attivisti hanno riferito di momenti di forte tensione durante l’operazione, parlando di trattamenti duri e denunciando di essere stati “brutalizzati dall’esercito israeliano dopo 40 ore in mare”. Dichiarazioni che, se confermate, rischiano di alimentare ulteriormente le polemiche internazionali su quanto accaduto e sulle modalità di intervento.
La Global Sumud Flotilla, che si inserisce nella più ampia rete di iniziative civili a sostegno della popolazione palestinese, rivendica il proprio carattere pacifico e umanitario. L’obiettivo dichiarato resta quello di portare aiuti alla popolazione di Gaza, da anni al centro di una crisi umanitaria aggravata dal conflitto e dalle restrizioni.
Intanto, davanti alla Farnesina, la delegazione italiana ha chiesto attenzione e tutela per i cittadini coinvolti, oltre a un impegno diplomatico più incisivo. Il nuovo tentativo di partenza, ancora senza una data ufficiale, si preannuncia come un banco di prova per la tenuta dell’iniziativa e per la risposta delle autorità coinvolte. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
