L’Italia accelera con decisione sul fronte della sicurezza energetica e si porta a ridosso del 50% delle scorte di gas, distinguendosi nettamente nel panorama europeo. A un mese esatto dall’avvio della stagione di iniezione, il livello nazionale sfiora quota 101,6 Terawattora, un dato che colloca il Paese in testa alla classifica continentale secondo i dati di Gas Infrastructure Europe.
Il risultato appare ancora più significativo se confrontato con il resto dell’Unione europea, ferma al 32,7% con una disponibilità complessiva di 370,7 TWh, e con la Germania, che si attesta al 25,7% pari a 63,7 TWh. Berlino resta l’unico Paese con una capacità potenziale superiore a quella italiana, ma al momento si colloca in una fascia intermedia, segnalata in “arancione” così come l’intero blocco europeo.
Accanto all’Italia, solo pochi altri Paesi mostrano livelli di riempimento rilevanti, seppur su capacità decisamente inferiori: il Portogallo ha già raggiunto il 91,2% delle proprie scorte (3,25 TWh), la Spagna il 63,85% (22,87 TWh) e la Polonia il 43,7% (16,1 TWh). Tuttavia, il dato italiano emerge per dimensione assoluta e per dinamica di crescita, risultando l’unico caso in Europa con volumi superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando i depositi nazionali si attestavano a 96,7 TWh.
Il confronto storico evidenzia un rallentamento generalizzato nel continente: all’inizio di maggio 2025 l’Unione europea disponeva di 446,37 TWh, mentre oggi si ferma a 370,7 TWh. Anche la Germania registra un calo significativo rispetto agli oltre 81 TWh dello scorso anno. In questo contesto, la performance italiana assume un valore strategico, rafforzando la resilienza del sistema energetico nazionale in una fase di forte volatilità dei mercati.
Le quotazioni del gas, infatti, restano elevate. Sul mercato di Amsterdam i prezzi hanno chiuso la settimana a 45,76 euro al megawattora, il livello più alto dal 14 aprile. Per contrastare gli effetti di questa instabilità e incentivare gli operatori a proseguire nelle iniezioni, l’ARERA ha introdotto il cosiddetto “premio di giacenza”. Il meccanismo mira a compensare gli oneri finanziari legati all’immobilizzazione del gas, calcolando il beneficio sulla base del differenziale tra i prezzi stagionali e i costi sostenuti durante la fase di stoccaggio.
Parallelamente, sul piano operativo, Snam ha comunicato lo scorso 23 aprile la chiusura delle aste necessarie a centrare l’obiettivo del 90% di riempimento entro il 31 ottobre, data che segna la conclusione della stagione di stoccaggio. Un traguardo ambizioso ma cruciale per garantire stabilità nei mesi invernali, soprattutto in uno scenario ancora esposto a tensioni geopolitiche e oscillazioni dei prezzi.
Il quadro che emerge è quello di un’Italia più preparata rispetto ai partner europei, capace di anticipare le criticità e rafforzare le proprie riserve energetiche nonostante condizioni di mercato sfavorevoli. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
