Scatta da oggi, sabato 2 maggio 2026, il nuovo assetto delle accise sui carburanti deciso dal governo guidato da Giorgia Meloni, e per gli automobilisti italiani si traduce in un aumento significativo del prezzo della benzina. Con la fine del precedente taglio più ampio introdotto ad aprile, entra in vigore una riduzione più contenuta che resterà valida fino al 10 maggio, determinando un rincaro stimato tra i 15 e i 20 centesimi al litro.
Il provvedimento mantiene invariato lo sconto sul gasolio, confermato a 20 centesimi al litro, mentre per la benzina la riduzione delle accise viene drasticamente ridimensionata: dai precedenti 20 centesimi si passa a soli 5 centesimi. Una scelta che produce effetti immediati sui listini alla pompa, con aumenti amplificati anche dall’impatto dell’Iva, calcolata su una base imponibile più elevata.
I dati registrati già nelle prime ore della giornata indicano un balzo dei prezzi della benzina oltre la soglia di 1,90 euro al litro nella media nazionale, con punte che in alcuni distributori sfiorano i 2 euro. Il confronto con la giornata precedente evidenzia chiaramente l’entità dell’aumento: ieri il prezzo medio sulla rete stradale si attestava a 1,754 euro al litro. Diversa la dinamica per il gasolio, che beneficia della conferma dello sconto e mostra un andamento più stabile, con una media che ieri si collocava intorno ai 2,050 euro al litro e segnali di lieve flessione.
La revisione delle accise si inserisce in un contesto più ampio di gestione delle entrate fiscali e di equilibrio dei conti pubblici, ma riaccende il tema dell’impatto diretto sui consumatori e sui costi di mobilità. Per famiglie e imprese, il nuovo incremento rappresenta un onere aggiuntivo immediato, destinato a riflettersi anche sulla catena dei prezzi e sulla spesa quotidiana. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
