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Governo, firmato il contratto scuola: 143 euro in più al mese e arretrati. Tutte le cifre per docenti

Siglata l’ipotesi di accordo sul Ccnl Istruzione 2025-2027: 143 euro lordi in più al mese per i docenti e 107 per il personale Ata, con arretrati e risorse progressive fino a 3,3 miliardi.

L’Aran e i sindacati hanno siglato oggi, 1° aprile, l’ipotesi di accordo sulla parte economica del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) del comparto istruzione per il triennio 2025-2027. L’intesa prevede un aumento di 143 euro lordi mensili per i docenti e di 107 euro lordi mensili per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata).

Insieme agli aumenti in busta paga arrivano anche gli arretrati, le somme maturate nei mesi precedenti alla firma del contratto ma non ancora erogate. Si tratta di circa 855 euro lordi per i docenti e circa 633 euro lordi per il personale Ata, cifre derivanti dall’accumulo degli incrementi mensili non corrisposti dal 2025 a oggi, che verranno versate in un’unica soluzione.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha espresso soddisfazione per la rapidità della trattativa, rivendicando di aver “chiesto l’anticipazione della parte economica e la destinazione della quasi totalità delle risorse all’incremento dello stipendio tabellare per garantire al meglio la continuità contrattuale e la tutela dei salari”. Valditara ha poi sottolineato che dall’insediamento del governo a oggi sono stati sottoscritti tre contratti del comparto scuola, che portano a incrementi retributivi mensili complessivi di 412 euro per i docenti e 304 euro per il personale Ata.

Il ministro ha ricordato i finanziamenti destinati al settore: 300 milioni di euro per il contratto 2019-2021 e 240 milioni per il contratto 2022-2024, risorse aggiuntive messe a disposizione dal ministero stesso.

Per la prima volta il documento è stato sottoscritto da tutte le sigle sindacali. Cgil e Flc Cgil, in una nota congiunta, hanno definito la firma “una prima risposta concreta all’emergenza salariale”, precisando però che arriva “dopo anni in cui lavoratrici e lavoratori hanno pagato il prezzo dell’inerzia politica”. I sindacati rivendicano che l’accordo garantisce aumenti superiori al 5,9%, in linea con l’inflazione, e annunciano una fase di mobilitazione per ottenere risorse aggiuntive in vista di un’eventuale crescita dell’inflazione a fine triennio e per rafforzare la parte normativa del contratto.

Le risorse stanziate sono progressive: 1,1 miliardi di euro per il 2025, 2,2 miliardi nel 2026 e 3,3 miliardi a regime dal 2027. Per il personale Ata è prevista anche un’una tantum di 110 euro, derivante da risparmi pari a 36,9 milioni ottenuti grazie allo slittamento a settembre 2027 dei nuovi ordinamenti professionali. Queste somme saranno erogate a gennaio 2027.

L’iter non è ancora concluso: l’accordo dovrà passare al vaglio dei ministeri competenti per la verifica della compatibilità finanziaria e successivamente essere certificato dalla Corte dei Conti. Solo dopo questi passaggi l’Aran convocherà le parti per la trattativa sulla parte normativa del contratto. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!