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Jakub Jankto: “Calciatori Gay in Serie A? Certo! C’è anche un allenatore che ci ha provato”

L’ex centrocampista ceco, ritiratosi nel 2025, torna a far discutere su TikTok con rivelazioni su omosessualità nel calcio, un allenatore con comportamenti inappropriati, insulti di Maxi Lopez e attacchi a Davide Nicola.
Credit © Cagliari

Jakub Jankto è tornato a far parlare di sé, e questa volta il palcoscenico scelto non è un’intervista a un giornale sportivo né un video istituzionale, ma TikTok, la piattaforma social su cui l’ex centrocampista ceco si è costruito in pochissimi giorni una presenza di assoluto rilievo, raccogliendo oltre 170.000 follower in soli tre giorni. L’ex calciatore — ritiratosi il 21 agosto 2025 a soli 29 anni, a causa di una caviglia che non gli lasciava scampo e con il desiderio di stare più vicino al figlio — sembra aver trovato in questo formato breve e diretto il canale ideale per raccontare, senza filtri, ciò che il calcio professionistico tende a tenere rigorosamente nascosto.

Jankto è il primo e, ad oggi, unico calciatore dichiaratamente gay ad aver mai militato in una massima divisione europea mentre era ancora in attività. Il suo coming out, avvenuto il 13 febbraio 2023 attraverso un videomessaggio pubblicato su Instagram — «Sono omosessuale e non voglio più nascondermi» — aveva segnato una svolta nella storia del calcio mondiale, aprendo un dibattito che il mondo del pallone aveva sempre faticato ad affrontare. Ora, a distanza di anni, Jankto sceglie di parlare ancora, e lo fa con una libertà di tono del tutto nuova.

Nel corso delle ultime settimane, i video pubblicati dall’ex centrocampista hanno toccato temi scottanti e rivelato retroscena inediti del mondo del calcio professionistico. Tra le dichiarazioni più discusse, quella relativa alla presenza nel calcio di un allenatore che avrebbe tentato approcci con alcuni calciatori, una rivelazione che ha immediatamente acceso il dibattito online e sui media sportivi, senza che Jankto abbia fatto nomi espliciti. Il ceco si è limitato a lanciare l’affermazione come parte di un racconto più ampio sull’omosessualità nel calcio, un ambiente che lui ha più volte definito strutturalmente omofobo, pur riconoscendo che qualcosa, lentamente, sta cambiando.

Parallelo a questa rivelazione, Jankto ha raccontato un episodio legato ai suoi anni all’Udinese, protagonista l’ex attaccante argentino Maxi Lopez. Secondo il racconto dell’ex centrocampista, Lopez aveva l’abitudine di invitarlo alle uscite serali di gruppo dopo le partite vinte, usando come leva l’idea di “andar dietro alle ragazze”, e di fronte ai rifiuti di Jankto — che preferiva rientrare a casa in vista degli allenamenti del giorno successivo — lo apostrofava con insulti omofobi. Jankto ha raccontato l’episodio con tono ironico e distaccato, precisando che il registro di Lopez era quello dello sfottò scherzoso tipico degli spogliatoi, ma che in un’occasione, stanco di quella litania, aveva risposto urlando davanti a tutta la squadra un riferimento alla vicenda sentimentale tra Wanda Nara e Mauro Icardi. Da quel momento, ha concluso ridendo, Lopez non aveva più ripetuto l’epiteto.

L’attacco a Davide Nicola

Non meno dirompente è stato un altro video in cui Jankto ha preso di mira Davide Nicola, definendolo pubblicamente con epiteti poco lusinghieri e indicandolo come il peggior allenatore con cui si sia trovato nel corso della sua carriera. Il nome di Nicola era già circolato in precedenti dichiarazioni dell’ex giocatore, ma la veemenza con cui stavolta Jankto ha ribadito il concetto ha catalizzato l’attenzione della stampa sportiva e del pubblico social, amplificando ulteriormente la visibilità del suo profilo TikTok. Jankto, che nella sua carriera ha indossato le maglie di Ascoli, Udinese, Sampdoria, Getafe, Sparta Praga e Cagliari, accumulando 45 presenze con la nazionale della Repubblica Ceca, non sembra avere intenzione di moderare i toni.

Il calcio e l’omosessualità

Al di là degli aneddoti, le parole di Jankto riportano all’attenzione una questione strutturale che il calcio mondiale continua a eludere. In un’intervista rilasciata nell’ottobre 2025 al Corriere della Sera, il ceco aveva dichiarato che molti calciatori ancora gli scrivono in privato ammettendo di essere gay ma di non sentirsi pronti a dichiararlo pubblicamente. «Il calcio è pronto ad accogliere altri coming out come il mio», aveva detto, invitando chi si trova nella sua stessa condizione a non aver paura, forte della propria esperienza positiva, in particolare ai tempi del Cagliari, dove aveva trovato nel tecnico Claudio Ranieri e nel capitano Leonardo Pavoletti figure di supporto fondamentali.

La parabola di Jankto resta, a tutti gli effetti, unica nel panorama calcistico internazionale. Nessun altro calciatore attivo in un grande campionato europeo ha mai scelto di dichiarare pubblicamente la propria omosessualità, e il fatto che, a quasi tre anni dal suo coming out, il primato sia ancora intatto la dice lunga su quanto il settore fatichi a evolversi sul piano dell’inclusione. Ritiratosi dal calcio giocato, Jankto allena oggi oltre ottanta ragazzi nelle accademie del Dukla Praga e del Cafc Praga, affiliata allo Slavia, la società in cui era cresciuto prima del trasferimento in Italia, e si dedica alla gestione dei propri investimenti immobiliari, studiando nel frattempo italiano e spagnolo per conseguire certificazioni linguistiche formali.

Una voce scomoda ma necessaria

La nuova fase social di Jankto — ironica, sfrontata, priva di diplomatismi — rappresenta una rottura netta con il linguaggio edulcorato che il calcio istituzionale tende a imporre anche ai suoi ex protagonisti. Le sue rivelazioni, che spaziano dagli episodi di omofobia latente negli spogliatoi fino alle dinamiche di potere tra allenatori e calciatori, contribuiscono a tracciare un ritratto del mondo del calcio che raramente emerge attraverso i canali ufficiali. Che si tratti di un atto deliberatamente militante o semplicemente della libertà di chi non ha più nulla da perdere sul piano professionale, il risultato è lo stesso: una voce che disturba, provoca e costringe a fare i conti con realtà che il calcio preferisce tenere fuori dallo stadio. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!