A febbraio 2026 il fabbisogno elettrico nazionale torna a crescere, raggiungendo i 25,4 miliardi di kWh, in aumento del 2,1% rispetto allo stesso mese del 2025. È quanto emerge dai dati pubblicati da Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica italiana. Il dato, corretto per l’effetto della temperatura e del calendario, sale ulteriormente a +2,4%, nonostante le temperature di febbraio siano risultate mediamente più elevate di 1,1°C rispetto alla norma storica del periodo.
Il bilancio dei primi due mesi del 2026 si attesta a un incremento complessivo del 3,1% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. La crescita appare geograficamente uniforme su tutto il territorio nazionale, con aumenti registrati al Nord, al Centro e al Sud della Penisola. Su base congiunturale, il dato destagionalizzato evidenzia tuttavia una flessione rispetto a gennaio, segnale di una fase ancora in assestamento.
Il mese di febbraio segna un deciso balzo in avanti sul fronte delle fonti rinnovabili. Secondo i dati di Terna, le energie verdi hanno coperto il 37,9% della domanda elettrica nazionale, in forte aumento rispetto al 30,3% registrato nello stesso mese del 2025. La produzione complessiva da fonti rinnovabili è cresciuta del 27,8%, trainata in modo determinante dall’eolico, che si è affermato come prima fonte di generazione del mese.
La produzione da vento ha registrato un incremento eccezionale del 117% rispetto a febbraio 2025, sostenuta da condizioni climatiche particolarmente favorevoli. In crescita anche il fotovoltaico, che ha beneficiato sia dell’aumento della capacità installata nel Paese sia di una maggiore irradiazione solare. L’idroelettrico ha fatto segnare un progresso più contenuto. In controtendenza, invece, la generazione termoelettrica e quella geotermica, entrambe in calo.
Nel complesso, la produzione nazionale ha coperto l’83,5% del fabbisogno, con il restante 16,5% soddisfatto tramite importazioni dall’estero. La capacità rinnovabile installata in Italia continua ad ampliarsi: a fine febbraio 2026 si contano oltre 84 GW complessivi, con il solare che guida la classifica delle fonti installate, seguito dall’eolico. Cresce anche il contributo dei sistemi di accumulo energetico, ormai diffusi su larga scala nel sistema elettrico nazionale.
Un banco di prova importante per l’infrastruttura elettrica è giunto dai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Durante le settimane delle competizioni, le cabine primarie nelle aree interessate hanno registrato un aumento dei flussi di energia pari al 38%, con picchi che hanno toccato il 50% nei giorni di maggiore affluenza. Nonostante l’intensità della domanda, il sistema ha garantito continuità e qualità del servizio in ogni momento, confermando la solidità e l’affidabilità della rete. Un risultato reso possibile anche grazie agli investimenti superiori ai 300 milioni di euro destinati al potenziamento delle infrastrutture elettriche nelle regioni coinvolte dall’evento.
Sul fronte industriale arrivano segnali positivi. L’indice Imcei, che monitora i consumi elettrici delle imprese energivore, segna a febbraio 2026 un incremento del 4,6%, consolidando il sesto mese consecutivo di crescita. A trainare il dato sono in particolare i settori della siderurgia, dei metalli non ferrosi e delle ceramiche e vetrerie. Restano invece in territorio negativo comparti come il cemento, la carta, la meccanica e la chimica, mentre alimentari e mezzi di trasporto si mantengono stabili. Un quadro che fotografa una ripresa ancora selettiva, ma con segnali di progressivo rafforzamento della base industriale.
Positivo anche il settore terziario: l’indice Imser ha chiuso il 2025 con un incremento del 2,9% su base annua, confermando una crescita diffusa dei consumi elettrici nel comparto dei servizi. I dati completi sul sistema elettrico sono consultabili nel Rapporto Mensile pubblicato da Terna sul proprio sito ufficiale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
