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Meteo, Forti CICLONI in arrivo dal 25 al 30 marzo: ecco le zone più colpite

Dal 23 al 30 marzo l’Italia sarà investita da una serie di depressioni mediterranee: piogge intense al Centro-Sud, neve in Appennino, venti forti e temporali.

La settimana compresa tra il 23 e il 30 marzo 2026 si preannuncia tra le più perturbate degli ultimi mesi per l’Italia. Le ultime elaborazioni del modello europeo ECMWF — il più affidabile strumento di previsione meteorologica a medio termine — confermano un pattern barico anomalo per il periodo, con una successione di affondi depressionari diretti verso il Mediterraneo centrale, destinati a insediarsi con persistenza sul Centro-Sud della Penisola. La configurazione atmosferica, ben strutturata e difficile da scalfire, potrebbe protrarre i suoi effetti anche nella prima settimana di aprile.

Alla base di questo scenario c’è una circolazione atmosferica di blocco che vede l’alta pressione posizionata a ovest della Penisola, tra la Penisola Iberica e l’Atlantico orientale, mentre sul Mediterraneo centrale si consolida un’area depressionaria con minimi barici spesso collocati tra il Tirreno e lo Ionio. Il flusso atlantico riesce ad insinuarsi nel bacino mediterraneo sfruttando questa finestra rimasta aperta, segno che l’anticiclone non è abbastanza robusto da bloccare le perturbazioni provenienti da ovest. La mancata chiusura di questo varco è la chiave che spiega la lunga sequenza di cicloni prevista per la fine del mese.

Le regioni più esposte saranno quelle del Centro-Sud. Il medio e basso Adriatico, il Sud peninsulare, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia orientale risulteranno le aree più colpite dal maltempo, con piogge frequenti e localmente intense nelle fasi di massimo affondo depressionario. Non si escludono temporali anche di forte intensità, venti sostenuti dai quadranti orientali o meridionali — scirocco e levante in primo piano — e mareggiate lungo i versanti costieri esposti. Le precipitazioni cumulate nel corso dell’intera settimana potrebbero risultare ben superiori alla norma climatica stagionale.

Al Nord la situazione si presenterà più variegata, ma non priva di insidie. Il Triveneto risulterà più esposto ai rientri freschi orientali e ai transiti perturbati, con piogge diffuse e nevicate sulle Alpi centro-orientali, in particolare su Dolomiti, Carnia e Alpi Giulie, dove i fiocchi potranno scendere anche sotto i 1200 metri nelle fasi di massima instabilità. Il Nord-Ovest rimarrà spesso ai margini dei sistemi depressionari principali, con precipitazioni più discontinue e irregolari, talvolta attenuate dall’effetto favonico che si innesca sul versante padano nelle fasi di circolazione meridionale in quota.

Uno degli aspetti più significativi di questo periodo sarà il ritorno della neve a quote relativamente basse per la stagione. Sull’Appennino centrale e meridionale la circolazione fresca e umida favorirà nevicate che potranno interessare quote comprese tra i 700 e i 900 metri nei momenti di maggiore affondo freddo, in particolare sulle cime di Abruzzo, Molise e Lucania. Si tratta di un fenomeno inusuale per la fine di marzo, quando in condizioni normali le precipitazioni nevose sugli Appennini tendono a limitarsi alle quote superiori ai 1200-1500 metri. Anche sulle Alpi centro-orientali sono attese nevicate intermittenti, con accumuli localmente significativi su Dolomiti e Alpi Giulie.

Questa sequenza perturbata si inserisce in un contesto atmosferico più ampio, già caratterizzato da una profonda riorganizzazione della circolazione su scala continentale. Tra il 20 e il 25 marzo una prima saccatura proveniente dalla Penisola Iberica si è già diretta verso il Tirreno, isolando una depressione a ovest dell’Italia e portando piogge e temporali soprattutto al Centro-Nord. La settimana del 25-30 rappresenterà quindi la fase più intensa e prolungata di questa sequenza depressionaria, con più sistemi ciclonali che si succederanno a brevissima distanza temporale. Il meccanismo alla base è l’interazione tra la corrente a getto polare, molto ondulata, e la corrente a getto subtropicale che scorre sopra il Nord Africa: da questa dinamica si sviluppano i cicloni extratropicali che poi si incanalano verso il Mediterraneo.

Le proiezioni a medio termine non offrono grandi prospettive di miglioramento nemmeno per i primi giorni di aprile. L’anomalia barica mediterranea, pur attenuata rispetto al picco previsto nella settimana centrale, potrebbe mantenersi ancora attiva, rinviando ulteriormente il ritorno stabile dell’alta pressione primaverile.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!