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ISEE medio in Italia, al Nord è il doppio del Sud: la Lombardia perde posizioni

I dati INPS 2025 mostrano un ISEE medio nazionale di 17.600 euro, in crescita dell’8%, ma con un divario netto tra Nord (oltre 20.000 euro) e Sud e Isole (sotto i 14.600 euro).

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) medio in Italia nel 2025 si attesta a 17.639,68 euro, segnando un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle Dichiarazioni Sostitutive Uniche (DSU) e sull’ISEE pubblicato dall’INPS, che registra per il 2025 un nuovo record storico sia per il numero di dichiarazioni presentate sia per i valori medi. Le DSU complessivamente protocollate nell’anno ammontano a 11.032.564, in crescita di oltre 600.000 unità rispetto alle 10,37 milioni del 2024, per un totale di 10.369.174 nuclei familiari distinti.

Il dato più rilevante che emerge dall’analisi è la profonda disuguaglianza territoriale. Il valore ISEE segue un andamento decrescente da Nord a Sud: al Nord supera i 20.000 euro (con una media di 20.248 euro), nel Centro del Paese si attesta a 19.479 euro, mentre al Sud e nelle Isole il valore scende a 14.588 euro, con un gap di quasi 6.000 euro rispetto al Nord. In numeri assoluti, il Nordest registra il primato con un ISEE medio di 21.077,60 euro, seguito dal Nordovest con 19.663,95 euro e dal Centro con 19.478,75 euro. Sud e Isole chiudono la classifica rispettivamente con 14.802,74 euro e 14.153,20 euro.

Particolarmente significativo è anche il peso delle dichiarazioni per area geografica: il 43% delle DSU proviene dalle regioni del Sud e delle Isole, il 38% dal Nord e il 19% dal Centro. Questa distribuzione evidenzia come il Mezzogiorno presenti un numero elevato di dichiarazioni con valori bassi, mentre al Centro e al Nord si concentra una quota maggiore di nuclei familiari che accedono alle prestazioni con soglie più alte.

Sul fronte regionale, il Trentino-Alto Adige guida la classifica con un ISEE medio di 23.175,58 euro, il valore più alto a livello nazionale. Segue la Valle d’Aosta con 22.306,04 euro e il Friuli-Venezia Giulia con 21.495,23 euro. Ai piedi del podio si collocano il Veneto (21.283,42 euro), la Toscana (20.882,57 euro) e l’Emilia-Romagna (20.329,87 euro). Tra i 20.000 e i 19.000 euro si attestano Marche, Lombardia, Piemonte e Umbria. Tra i 19.000 e i 18.000 euro compaiono Lazio, Liguria e Abruzzo, quest’ultima rappresentando la regione meridionale con il valore più alto (18.198 euro). Molise e Basilicata si collocano tra i 18.000 e i 17.000 euro, mentre Sardegna si ferma a circa 16.500 euro e Puglia a poco meno di 16.000 euro.

Fanalino di coda nella classifica regionale sono Campania, Sicilia e Calabria. La Campania segna un ISEE medio di 13.744,15 euro, la Sicilia di 13.444,32 euro, mentre la Calabria registra il valore più basso in assoluto a livello nazionale con 13.141 euro.

La classifica per province fotografa con ancora maggiore precisione le disparità territoriali. Al primo posto si trova Lecco con 23.465,50 euro medi, seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (23.409,54 euro) e da quella di Trento (22.978,69 euro). Completano la parte alta della classifica Firenze (22.978,69 euro), Belluno (22.513,22 euro), Sondrio (22.401,99 euro), Pordenone (22.395,98 euro), Aosta (22.306,04 euro), Treviso (22.191,95 euro) e Monza e Brianza (22.125,58 euro). Tra le 22.000 e le 20.000 euro figurano province come Como, Padova, Siena, Vicenza, Udine, Prato, Bergamo, Arezzo, Bologna, Pisa, Cuneo, Trieste, Venezia, Verona, Modena e Reggio Emilia.

All’estremo opposto della classifica si trovano Palermo (12.940,29 euro), Napoli (12.771,21 euro) e Crotone, che registra il valore provinciale più basso d’Italia con 11.834,07 euro. Tra le province con i valori più contenuti compaiono anche Catania, Cosenza, Reggio Calabria, Messina, Vibo Valentia, Agrigento, Caserta, Siracusa e Caltanissetta, tutte al di sotto dei 14.000 euro.

L’analisi della distribuzione per classi di valore ISEE rivela ulteriori aspetti della condizione economica delle famiglie italiane: il 3% presenta un valore ISEE nullo, il 37% si colloca al di sotto dei 10.000 euro (oltre 4 milioni di dichiarazioni) e soltanto l’11% supera i 35.000 euro. La classe più numerosa è quella compresa tra 5.000 e 10.000 euro, che raccoglie il 19,3% del totale annuo con oltre 2 milioni di DSU.

I dati evidenziano inoltre significative differenze in base alla composizione del nucleo familiare. I nuclei con almeno un minore registrano un ISEE medio di 18.113 euro, mentre quelli con almeno un componente disabile si fermano a 13.535 euro. Le famiglie numerose e i nuclei monogenitoriali presentano in media valori ISEE più contenuti, rilevando una maggiore esposizione al rischio di vulnerabilità economica. Sul fronte della composizione per nazionalità, il 10% dei nuclei richiedenti è composto da soli stranieri, mentre l’83% è formato da soli cittadini italiani. Al Sud e nelle Isole la quota di famiglie italiane che hanno richiesto l’ISEE raggiunge il 92,9%, a fronte del 75,3% al Nord.

Un confronto con il 2016 consente di misurare la portata dei cambiamenti avvenuti nel corso di un decennio. Dieci anni fa, il Centro Italia aveva un ISEE medio di 14.249 euro, superiore a quello del Nord che si attestava tra i 12.000 e i 13.000 euro. Al Sud e nelle Isole il valore era intorno ai 9.000 euro. In termini di crescita percentuale per provincia, Modena guida la classifica con un aumento dell’89,8% dal 2016 al 2025, mentre Roma segna la crescita più contenuta con il 26,5%. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!