Diciotto mesi lontano dalla scena pubblica, segnati da un tempo diverso e da un rapporto più intimo con sé stesso. Francesco Guccini è tornato a raccontarsi sabato sera a Chiostri di San Pietro, a Reggio Emilia, in un incontro dal titolo “Canterò soltanto il tempo“, come la mostra a lui dedicata.
Davanti a una sala gremita, il cantautore ha esordito con parole che restituiscono il senso di un periodo complesso: “Erano diciotto mesi che non uscivo di casa, confesso che avevo un po’ paura“. Un ritorno carico di emozione, in cui l’artista ha ripercorso alcuni momenti della sua carriera, soffermandosi però soprattutto sugli anni più recenti, segnati da cambiamenti profondi.
Prima dell’incontro, Guccini – che oggi preferisce definirsi «scrittore» – ha visitato l’esposizione a lui dedicata, esprimendo un giudizio complessivamente positivo, pur senza nascondere qualche riserva: “Molto bella e interessante, ma è difficile riassumere una vita intera. C’è una foto di mio padre, ma non quella di mia madre, o alcuni oggetti storici a cui sono molto affezionato. Ma è stato comunque fatto un bel lavoro“.
Il racconto si è poi fatto più personale, toccando anche il tema della malattia che ha inciso sulle sue abitudini quotidiane. Una delle rinunce più dolorose riguarda la lettura: “Non riesco più a leggere, una cosa che mi addolora tantissimo. Per questo guardo molta televisione“. Da qui, un rapporto con il piccolo schermo che lo stesso Guccini definisce con ironia «quasi masochistico».
Il cantautore ha ammesso di seguire programmi popolari come Temptation Island e Grande Fratello, spiegando con disincanto il motivo del suo interesse: “Mi diverto molto a vederli, naturalmente con uno spirito un po’ snob. Quello che mi fa ridere è il fatto che sia tutto finto e costruito ad arte dagli autori“.
Inevitabile anche un passaggio sul confronto tra la musica di ieri e quella di oggi, su cui il giudizio resta netto: “Io ho fatto un altro mestiere: una volta avevamo la volontà, magari fallace, di voler dire qualcosa, di raccontare un’idea, una persona, una situazione. Ora non ci sono più questo tipo di canzoni. È finita l’epoca d’oro del cantautore italiano“.
Nonostante le difficoltà, la scrittura continua a rappresentare un punto fermo. Guccini ha rivelato di essere al lavoro su un nuovo racconto: “L’ultimo racconto a cui sto lavorando è un viaggio sul fiume Reno, che passa vicino a Bologna, che unisce anche italiano e dialetto“.
Un ritorno pubblico che mette insieme fragilità e lucidità, memoria e presente, confermando la capacità di Guccini di osservare il proprio tempo con uno sguardo critico, senza rinunciare all’ironia. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
