La criminologa Roberta Bruzzone è indagata per stalking, insieme a tre stretti collaboratori, nei confronti della psicologa forense Elisabetta Sionis, consulente in diversi casi di omicidio. L’inchiesta è stata condotta dalla Procura di Cagliari, dove la Sionis svolge il ruolo di giudice onorario presso la Corte d’Appello, con gli atti successivamente trasmessi a Roma per competenza.
Secondo l’ipotesi investigativa, la psicologa sarebbe stata vittima, insieme alla figlia minorenne, di uno stalking di gruppo protrattosi per almeno tre anni. Le condotte contestate comprendono allusioni sessuali, attacchi coordinati sui social network, la pubblicazione di fotomontaggi con il volto della persona offesa e messaggi con carattere minaccioso e vessatorio.
Le indagini si sono concluse a dicembre, con l’avviso firmato dal pubblico ministero Gilberto Ganassi. A corredo degli atti, gli inquirenti hanno acquisito un hard disk da due terabyte contenente le trascrizioni delle chat tra Bruzzone e i collaboratori, anch’essi indagati: l’amica Monica Demma, il biologo Giovanni Langella, noto per un canale YouTube dedicato al true crime, e Marzia Mosca, palermitana residente in Germania.
Dagli atti emerge quello che secondo gli inquirenti si configurerebbe come un sistema organizzato per demolire la credibilità degli avversari: profili fake sui social network sarebbero stati utilizzati per lanciare attacchi coordinati, anche al fine di influire mediaticamente sulle inchieste. Le conversazioni documenterebbero gli accordi tra gli indagati prima di scatenare le offensive sui gruppi Facebook e sui canali YouTube e Twitch dedicati al crimine.
L’origine dei contrasti risalirebbe al 2017, durante il processo per la morte di Manuel Piredda. Una consulenza della Sionis aveva contribuito a riaprire le indagini, portando l’attenzione sulla moglie del Piredda, Valentina Pitzsalis, sopravvissuta all’incendio del 17 aprile 2011. Secondo l’ipotesi investigativa, la psicologa sarebbe stata perseguitata dagli indagati proprio in conseguenza di quel ruolo.
Tra i messaggi più significativi riportati nel fascicolo, uno dell’agosto 2023 in cui Bruzzone, commentando una foto della collega, avrebbe scritto: “Questa è marcia di invidia… È in putrefazione da viva”. E ancora: “Io spero in un bel malaccio che se la porti via”. La frase considerata chiave dagli investigatori è un’esortazione inviata su un gruppo Facebook il 17 settembre 2022: “bisogna attaccarla dimostrando che è una bugiarda e che è su Facebook tramite fake con cui molesta tutti noi”.
Sul fronte giudiziario, la vicenda è intrecciata con un duello di querele e controquerele. Lo scorso ottobre è stata emessa una condanna di primo grado a due anni a carico di Lucio Lipari, ritenuto collaboratore della criminologa, accusato di aver perseguitato la Sionis. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
