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Cento anni fa il dirigibile Norge partiva da Roma verso il Polo Nord: fu il primo al mondo a sorvolarlo

Il 10 aprile 1926 l’aeronave costruita da Umberto Nobile decollava da Ciampino. Due mesi dopo divenne il primo dirigibile a sorvolare il Polo Nord.
Credit © Wikipedia

Cento anni fa, il 10 aprile 1926, il dirigibile Norge decollava dall’aeroporto di Ciampino, a Roma, per intraprendere una delle imprese aeronautiche più audaci del Novecento: raggiungere il Polo Nord sorvolandolo per la prima volta a bordo di un’aeronave. L’anniversario ricade oggi, a un secolo esatto da quella partenza storica.

Il Norge era stato progettato e costruito in Italia dall’ingegnere e generale Umberto Nobile, figura centrale dell’impresa. L’aeronave era azionata da tre motori, poteva raggiungere una velocità massima di 113 chilometri orari e il suo involucro, lungo 106 metri, conteneva 18mila metri cubi di idrogeno. Una macchina all’avanguardia per l’epoca, ceduta poi all’Aero Club Norvegese che ne finanziò in parte l’acquisizione insieme al governo italiano e all’americano Lincoln Ellsworth, che partecipò direttamente al viaggio.

Credit © Wikipedia

A dare l’impulso decisivo alla spedizione fu anche il leggendario esploratore norvegese Roald Amundsen, lo stesso che nel 1911 aveva guidato la prima spedizione di successo al Polo Sud. Fu proprio Nobile a convincerlo a ritentare l’impresa polare, questa volta verso nord, affidandosi al dirigibile italiano. Una collaborazione internazionale insolita per quegli anni, che univa Italia, Norvegia e Stati Uniti in un progetto scientifico e di esplorazione senza precedenti.

Dopo la partenza da Ciampino, il Norge raggiunse San Pietroburgo — all’epoca Leningrado — il 15 aprile 1926. L’equipaggio, composto tra gli altri da cinque italiani oltre a Nobile, fu costretto a fermarsi fino al 5 maggio a causa delle condizioni meteorologiche avverse. Ripreso il volo, il dirigibile fece tappa alle isole Svalbard, in Norvegia, prima di puntare decisamente verso il Polo Nord.

Il 12 maggio 1926 il Norge diventò il primo dirigibile a sorvolare il Polo Nord, coronando un sogno inseguito da decenni di esplorazioni. Sull’asse polare vennero lanciate le bandiere di Norvegia, Italia e Stati Uniti, i tre Paesi che avevano reso possibile la missione. Un momento simbolico, preceduto e seguito da brevi interruzioni delle comunicazioni che generarono apprensione a terra, ma che si risolsero senza conseguenze.

Il viaggio si concluse il 14 maggio in Alaska, dopo 171 ore di volo e circa 13mila chilometri percorsi a una velocità media di 76 chilometri orari. Sul piano scientifico, la spedizione confermò l’assenza di terre emerse tra il Polo Nord e Punta Barrow, in Alaska, e fornì preziose osservazioni meteorologiche su una regione fino ad allora largamente inesplorata. Un contributo alla conoscenza del pianeta che, a cento anni di distanza, conserva intatto il suo valore storico. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!