Spazio, la Nasa accelera sulla base lunare: ruolo chiave per l’Italia con il modulo Mph

La Nasa rafforza il programma Artemis con nuovi contratti e investimenti strategici, coinvolgendo partner internazionali e aziende private per costruire entro il prossimo decennio una presenza umana stabile sulla superficie lunare.

La Nasa compie un nuovo passo verso la presenza stabile dell’uomo sulla Luna, mettendo sul tavolo un investimento complessivo vicino al miliardo di dollari per sviluppare infrastrutture e tecnologie necessarie alla futura base lunare. L’annuncio, arrivato il 26 maggio, riguarda una serie di contratti assegnati ad aziende private per missioni robotiche senza equipaggio, considerate decisive per preparare il terreno in vista delle missioni Artemis, il cui allunaggio è attualmente previsto nel 2028.

Al centro della strategia dell’agenzia spaziale statunitense c’è la costruzione di un avamposto umano permanente, con una progressione graduale che partirà proprio da missioni automatizzate incaricate di testare tecnologie, esplorare il suolo e validare le condizioni operative nella regione del polo Sud lunare, ritenuta cruciale per la presenza di risorse come il ghiaccio d’acqua.

In questo scenario si inserisce in posizione di rilievo anche l’Italia, con il modulo abitativo Mph sviluppato da Thales Alenia Space. Il progetto ha ottenuto il via libera da una commissione di valutazione della Nasa, consentendo all’Agenzia Spaziale Italiana di procedere verso la revisione preliminare prevista nel 2027. Si tratta di una tappa fondamentale nel percorso di validazione tecnica, che potrebbe portare al lancio del primo modulo nel 2033, segnando un contributo concreto europeo alla futura infrastruttura lunare.

Parallelamente, la Nasa ha assegnato contratti del valore di circa 220 milioni di dollari ciascuno alle aziende Astrolab e Lunar Outpost per lo sviluppo di rover destinati all’esplorazione della superficie. Questi veicoli avranno il compito di operare in autonomia o in supporto alle missioni umane, raccogliendo dati e facilitando le attività logistiche.

Per il trasporto dei rover nella regione del polo Sud, è stato affidato a Blue Origin un contratto da 188 milioni di dollari, con la possibilità di estensione fino a circa 280 milioni. Il ruolo dell’azienda sarà cruciale nella fase di consegna e posizionamento degli strumenti sulla superficie lunare, elemento essenziale per garantire la continuità delle operazioni.

Completa il quadro l’accordo da 75 milioni di dollari con Firefly Aerospace per la missione MoonFall, prevista nel 2028, che prevede il dispiegamento di una serie di droni lunari. Questi dispositivi saranno utilizzati per ampliare le capacità di esplorazione, permettendo di raggiungere aree difficilmente accessibili e migliorando la raccolta di dati scientifici.

L’insieme di questi contratti delinea una strategia articolata che punta a integrare capacità pubbliche e private, accelerando lo sviluppo tecnologico e riducendo i rischi operativi. L’obiettivo finale resta la creazione di una presenza umana sostenibile sulla Luna, con il polo Sud come primo banco di prova per l’esplorazione spaziale del prossimo decennio. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!