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Iran, Trump: “Le navi che violano il blocco di Hormuz saranno eliminate in modo brutale”

Il presidente americano annuncia un blocco navale nello Stretto di Hormuz e minaccia l’eliminazione immediata di qualsiasi nave iraniana che si avvicini.

Le tensioni tra Stati Uniti e Iran raggiungono un nuovo picco nel contesto del conflitto in corso in Medio Oriente. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato un blocco navale nello strategico Stretto di Hormuz, uno dei corridoi energetici più cruciali del pianeta, attraverso cui transita una quota significativa del petrolio mondiale.

Su Truth Social, Trump ha rivendicato la supremazia militare statunitense nelle acque del Golfo con toni particolarmente duri, descrivendo la situazione della marina iraniana come già compromessa dalle operazioni delle settimane precedenti. “La Marina iraniana giace sul fondo del mare, completamente annientata – 158 navi. Quelle che non abbiamo colpito sono le loro poche, come le chiamano loro, ‘navi da attacco veloce’, perché non le consideravamo una minaccia significativa”, ha scritto il presidente americano.

Trump ha poi lanciato un esplicito avvertimento a Teheran: “Avviso: se una qualsiasi di queste navi si avvicinerà anche solo minimamente al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, utilizzando lo stesso sistema di uccisione che usiamo contro i trafficanti di droga sulle imbarcazioni in mare. È rapido e brutale”.

Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno dei punti più sensibili per il traffico energetico globale. Un blocco prolungato della rotta potrebbe avere ricadute significative sui mercati internazionali del petrolio e del gas naturale liquefatto, con effetti che si estenderebbero ben oltre la dimensione militare del conflitto.

La mossa statunitense si inserisce in una strategia più ampia volta a limitare le capacità operative dell’Iran, già colpito da operazioni militari nelle settimane precedenti. Il blocco navale rappresenta una scelta altamente simbolica e operativa, che rischia di accelerare l’escalation e di coinvolgere altri attori regionali e internazionali già in allerta per la stabilità dell’area.

In questo scenario di crescente tensione, la diplomazia sembra cedere il passo alla deterrenza militare. La comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evolversi della situazione, consapevole che ogni ulteriore escalation potrebbe avere conseguenze difficilmente controllabili su scala globale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!