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Superbonus, altri 2,5 miliardi nel 2026: il peso del “Gratuitamente” schiaccia il bilancio dello Stato

La coda contabile del superbonus pesa ancora sui conti pubblici: tra ritardi amministrativi e chiusure tardive dei cantieri, il 2026 conferma l’impatto prolungato di una misura tra le più onerose degli ultimi anni.
Credit © Rai

L’eredità del superbonus continua a gravare sui conti pubblici anche nel 2026. Secondo il report di marzo redatto dall’Enea, gli oneri a carico dello Stato hanno registrato un ulteriore incremento, portando il totale dell’anno a circa 2,5 miliardi di euro. Una cifra che si somma agli 1,5 miliardi già consolidati nei primi mesi e che si inserisce in un contesto economico sempre più fragile, segnato dal rischio di recessione e da crescenti difficoltà nel reperire risorse per affrontare le emergenze legate alla congiuntura internazionale.

A prima vista, l’aumento delle detrazioni potrebbe apparire incoerente con la fine dello sconto fiscale legato al 110%. In realtà, si tratta prevalentemente di un effetto contabile. La normativa prevede infatti un periodo di 90 giorni dalla conclusione dei lavori per trasmettere all’Enea l’asseverazione necessaria a certificare gli interventi e rendere effettiva la detrazione. È proprio questo meccanismo a spiegare l’afflusso di nuove comunicazioni nei primi mesi del 2026: si tratta di lavori completati entro la fine del 2025, spesso accelerati per rientrare nei termini della misura.

Il mese di marzo fotografa dunque lo sprint finale dei cantieri, in particolare quelli condominiali, gli unici ancora ammessi nell’ultima fase del superbonus, seppure con aliquota ridotta al 65% secondo il decalage previsto. Il totale delle detrazioni maturate ha così raggiunto i 131,9 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 130,9 miliardi del mese precedente. Un incremento che riflette la chiusura di numerosi interventi avviati entro il termine fissato al 15 ottobre 2024 per i condomini, data introdotta con l’ultima proroga per contenere l’espansione della spesa.

L’impatto di questi numeri appare ancora più evidente se si guarda all’intero 2026. I 2,5 miliardi registrati nei primi mesi rappresentano più del doppio rispetto alle risorse stimate per il Piano casa, che dovrebbe prevedere circa un miliardo di euro per l’adeguamento di 50mila abitazioni popolari. Il confronto diventa significativo anche rispetto al 2025, quando la spesa per il superbonus si era attestata poco sopra i 5 miliardi: una cifra che, pur in calo rispetto agli anni precedenti, evidenzia come gli effetti della misura continuino a produrre conseguenze rilevanti.

Nel complesso, i quasi 132 miliardi contabilizzati riguardano circa 505mila cantieri per l’efficientamento energetico, inclusi 141mila condomini. A questi vanno aggiunte le detrazioni per gli interventi antisismici, che secondo le ultime stime disponibili dell’Agenzia delle Entrate ammontano a circa 40 miliardi di euro. Il costo totale del superbonus per lo Stato raggiunge così i 172 miliardi di euro dal 2020 a oggi, delineando con chiarezza la portata di una misura che, pur avendo sostenuto il settore edilizio, continua a incidere in modo significativo sulla finanza pubblica. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!