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Scontro sul 25 Aprile, il sindaco di Maclodio (Brescia) esclude l’Anpi dalle celebrazioni

A Maclodio il 25 Aprile diventa terreno di scontro istituzionale: esclusa l’Anpi dalle celebrazioni, il Comune rivendica autonomia mentre si riapre il dibattito sul significato pubblico della Liberazione.

A pochi giorni dalla Festa della Liberazione, il comune di Maclodio, nella Bassa bresciana, torna al centro di una polemica che investe il significato stesso della ricorrenza del 25 Aprile. Il sindaco Simone Zanetti ha infatti respinto la richiesta avanzata dal presidente provinciale dell’Anpi, Lucio Pedroni, di partecipare all’organizzazione delle celebrazioni ufficiali.

Una decisione netta, già anticipata lo scorso anno e ora ribadita con chiarezza dal primo cittadino: “Non vi è alcuna necessità” che l’associazione prenda parte all’evento. Parole che segnano una linea di continuità con il passato recente, ma che al tempo stesso riaprono una frattura evidente tra l’amministrazione comunale e le realtà antifasciste del territorio, proprio in occasione della ricorrenza simbolo della fine del nazifascismo in Italia.

Nella richiesta formale inviata al Comune, Pedroni aveva richiamato il valore nazionale della data, sottolineando come il 25 Aprile sia stato istituito per celebrare la liberazione del Paese grazie al contributo congiunto degli Alleati e della Resistenza italiana. Un passaggio accompagnato da un invito esplicito alle istituzioni locali affinché promuovano una celebrazione inclusiva: “Non è la festa di un partito, ma di tutti“, ha evidenziato il presidente provinciale dell’Anpi.

Di diverso avviso il sindaco Zanetti, che motiva il diniego anche alla luce di quanto accaduto nel 2025. Durante le celebrazioni dello scorso anno, infatti, si erano registrate contestazioni legate alla presenza di esponenti di movimenti e gruppi politici, episodi che, secondo il primo cittadino, avrebbero compromesso il regolare svolgimento della cerimonia istituzionale. “Rappresentanti dell’Anpi, esponenti del Partito Comunista Italiano e del Collettivo Linea Rossa tentarono di disturbare e ostacolare il regolare svolgimento del discorso del sottoscritto Sindaco”

Alla base della decisione vi è anche una lettura di carattere formale. Zanetti osserva come nel decreto istitutivo del 22 aprile 1946 della ricorrenza non vi sia alcun riferimento all’Anpi e sostiene che l’associazione, nella sua attività attuale, esprima posizioni politiche dirette. Da qui la scelta di mantenere anche per il 2026 un’impostazione autonoma delle celebrazioni comunali, che saranno incentrate sul ricordo dei caduti senza riferimenti espliciti alla Liberazione.

Una posizione che, inevitabilmente, riaccende il dibattito sul ruolo delle associazioni partigiane e sul significato contemporaneo del 25 Aprile, tra memoria storica, identità nazionale e tensioni politiche locali. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!