La Procura generale di Roma ha chiesto l’assoluzione per Andrea Delmastro Delle Vedove, ex sottosegretario alla Giustizia, imputato per rivelazione di segreto d’ufficio nell’ambito del caso legato all’anarchico Alfredo Cospito. Nel corso dell’udienza davanti alla terza Corte di Appello della Capitale, il sostituto procuratore generale Tonino Di Bona ha sollecitato i giudici a far cadere le accuse con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.
Una posizione netta, che ribalta l’esito del primo grado, quando l’esponente di Fratelli d’Italia era stato condannato a otto mesi di reclusione con pena sospesa. Al centro della vicenda la presunta diffusione di informazioni contenute in atti considerati riservati, relativi alla gestione del detenuto anarchico e al regime del 41-bis.
Secondo l’accusa in appello, tuttavia, non vi sarebbe stata certezza sulla natura segreta dei documenti divulgati. Nel corso della requisitoria, Di Bona ha sottolineato come la circolazione delle informazioni fosse limitata ma non formalmente classificata come riservata, né risultasse segnalata esplicitamente tale condizione. Un elemento che, nella lettura della Procura generale, escluderebbe la configurabilità del reato contestato.
Presente in aula, Delmastro è difeso dall’avvocato Giuseppe Valentino. La decisione dei giudici è attesa nelle prossime settimane e potrebbe segnare un passaggio rilevante nel dibattito politico e giuridico sulla gestione delle informazioni sensibili all’interno delle istituzioni. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
