Prende forma, tra indiscrezioni e valutazioni politiche, un possibile schema di governo nel caso in cui il centrosinistra guidato da Elly Schlein dovesse vincere le elezioni e condurre la legislatura fino alla scadenza naturale del 2027. A delineare nomi e assetti è Il Giornale, che traccia una mappa preliminare dell’esecutivo e dei suoi equilibri interni, con un ruolo rilevante riservato anche al Movimento 5 Stelle. In questo scenario, la presidenza del Senato verrebbe affidata a Giuseppe Conte, insieme ad altre due posizioni di rilievo per la forza politica.
Tra i profili più vicini alla segretaria dem spicca Marta Bonafoni, considerata una delle figure chiave nella costruzione della squadra e già attiva nella composizione delle liste. Secondo quanto riportato, per lei si aprirebbe una doppia possibilità: un ruolo di vertice a Palazzo Chigi oppure il ministero delle Pari Opportunità, dicastero al quale ambisce anche Alessandro Zan. Sul fronte sociale, Marco Furfaro viene indicato come possibile titolare del Welfare.
Sempre nell’area più strettamente riconducibile alla linea schleiniana, emergono altri nomi: Chiara Braga ai Rapporti con il Parlamento, Annalisa Corrado al ministero dell’Ambiente e Camilla Laureti alle Politiche Agricole. Un impianto che, secondo la ricostruzione del quotidiano, riflette l’impronta programmatica della segretaria dem, con particolare attenzione ai temi ambientali e sociali.
Nel perimetro più ampio del Partito Democratico, Il Giornale segnala anche il possibile coinvolgimento di Nicola Zingaretti, per il quale si ipotizza un incarico alle Politiche giovanili. Per il delicato dossier economico, Schlein punterebbe su un profilo politico: il nome principale è quello di Francesco Boccia, già ministro degli Affari regionali nel secondo governo Conte, con l’alternativa rappresentata da Antonio Misiani, già viceministro dell’Economia. Alla Farnesina, infine, sarebbe in crescita la candidatura di Peppe Provenzano, mentre per la guida del gruppo alla Camera viene indicato Igor Taruffi.
Il quadro che emerge dalla ricostruzione de Il Giornale è quello di un esecutivo ancora in fase embrionale, costruito su equilibri politici interni al Pd e sull’asse con il Movimento 5 Stelle, in una prospettiva che punta alla stabilità e alla durata dell’intera legislatura. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
