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Stanotte pioggia di stelle cadenti sull’Italia, arrivano le Eta Aquaridi “figlie” della cometa di Halley

Picco tra il 5 e il 6 maggio per le Eta Aquaridi, meteore legate alla cometa di Halley: visibili soprattutto prima dell’alba, ma la Luna piena ridurrà la visibilità delle scie più deboli.

Nella notte tra il 5 e il 6 maggio 2026 il cielo sopra l’Italia offrirà uno degli appuntamenti astronomici più affascinanti della primavera: il picco delle Eta Aquaridi, uno sciame meteorico originato dai detriti lasciati dalla celebre Cometa di Halley. Si tratta di uno degli eventi più attesi dagli appassionati, visibile da tutta la Penisola, sebbene in parte condizionato dalla luminosità della Luna.

Le Eta Aquaridi devono il loro nome alla stella Eta Aquarii, situata nella costellazione dell’Acquario, da cui sembra irradiarsi il fenomeno. In realtà, le cosiddette “stelle cadenti” non sono altro che minuscoli frammenti cometari che, entrando nell’atmosfera terrestre ad altissima velocità, si incendiano per attrito, dando origine a scie luminose spesso rapide ma particolarmente brillanti e persistenti.

Il momento migliore per osservare lo sciame sarà nella seconda metà della notte, con condizioni ideali poco prima dell’alba di mercoledì 6 maggio. È proprio in queste ore che il radiante si alza maggiormente sull’orizzonte, aumentando la probabilità di avvistamento. Lo sciame è attivo già dal 19 aprile e continuerà fino al 28 maggio, ma è durante il picco che si concentra il maggior numero di meteore.

In condizioni ideali, il tasso orario zenitale (ZHR) delle Eta Aquaridi può raggiungere anche le 50 meteore all’ora. Tuttavia, secondo le stime dell’Unione Astrofili Italiani, quest’anno è più realistico attendersi tra le 20 e le 30 meteore ogni ora. Un valore comunque significativo, reso ancora più suggestivo dalla velocità elevata delle scie, capaci di attraversare ampie porzioni di cielo.

A incidere sull’osservazione sarà la presenza della Luna, che il 1° maggio ha raggiunto il plenilunio – la cosiddetta “Luna dei Fiori” – e si troverà ancora in fase calante ma molto luminosa. La sua luce diffusa rischia di attenuare le meteore più deboli, soprattutto perché non sarà distante dal radiante. Nonostante questo, gli esperti sottolineano che le Eta Aquaridi sono note per produrre scie brillanti, capaci di emergere anche in condizioni non perfettamente buie.

Per massimizzare le possibilità di osservazione è fondamentale allontanarsi dalle fonti di inquinamento luminoso, privilegiando zone rurali o montane. È consigliabile sdraiarsi o utilizzare una sedia reclinabile, lasciando che lo sguardo abbracci una porzione ampia del cielo, senza concentrarsi esclusivamente sul radiante. Dopo circa 10-20 minuti necessari all’adattamento degli occhi all’oscurità, sarà più facile cogliere anche le scie più fugaci.

Le Eta Aquaridi rappresentano uno dei due principali sciami generati dalla cometa di Halley, che completa la sua orbita attorno al Sole ogni 76 anni. L’altro fenomeno associato è quello delle Orionidi, visibile in autunno. Osservare queste meteore significa dunque assistere a un evento che ha origine da una delle comete più celebri della storia astronomica, capace di lasciare nel tempo una scia che continua a regalare spettacolo.

Resta infine determinante il fattore meteo: cieli sereni e limpidi saranno essenziali per non perdere uno degli spettacoli naturali più suggestivi dell’anno, che anche nel 2026 promette di illuminare la notte italiana. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!