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Grecia, guerra al turismo selvaggio: ombrelloni e lettini al bando su centinaia di spiagge

Atene introduce un divieto senza precedenti su 251 spiagge per contrastare l’overtourism e salvaguardare gli ecosistemi costieri, aprendo una nuova fase nella gestione sostenibile del turismo mediterraneo.
Credit © Nasa

La Grecia alza il livello dello scontro contro l’overtourism e imprime una svolta netta alla gestione delle sue coste più iconiche. Il governo di Atene ha deciso di vietare ogni forma di sfruttamento turistico su 251 spiagge tra le più frequentate del Paese, da Creta alle Cicladi fino al Dodecaneso, trasformandole di fatto in aree a tutela integrale. Una scelta che segna un cambio di paradigma nella politica turistica ellenica, sempre più orientata alla sostenibilità dopo anni di crescita record dei flussi internazionali.

Il provvedimento introduce un divieto esteso e rigoroso: niente ombrelloni, lettini, bar, taverne o altre attività economiche lungo gli arenili interessati. Stop anche a eventi, musica, accesso con veicoli a motore e nuove costruzioni. L’obiettivo è proteggere ecosistemi fragili e paesaggi costieri sempre più esposti alla pressione antropica, in un contesto in cui l’afflusso turistico ha raggiunto livelli difficilmente sostenibili.

La decisione arriva dopo mesi di tensioni tra comunità locali, operatori turistici e autorità centrali, con proteste contro l’occupazione indiscriminata delle spiagge e la progressiva privatizzazione degli spazi pubblici. In molte località, la presenza massiccia di stabilimenti e servizi aveva ridotto drasticamente le aree libere, alimentando un dibattito sempre più acceso sulla necessità di ristabilire un equilibrio tra economia e tutela ambientale.

Atene punta ora a valorizzare un modello alternativo, fondato su un turismo più lento e consapevole, capace di preservare l’identità naturale delle isole e garantire una fruizione sostenibile nel lungo periodo. Non mancano però le preoccupazioni tra gli operatori del settore, che temono ricadute economiche soprattutto nelle aree più dipendenti dai servizi balneari.

La misura si inserisce in una strategia più ampia che vede diversi Paesi europei alle prese con il contenimento dell’overtourism, tra limiti agli accessi, tasse di soggiorno e restrizioni alle attività commerciali. La Grecia sceglie così una linea drastica ma simbolica, destinata a fare scuola e a ridisegnare il rapporto tra turismo e ambiente nel Mediterraneo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!