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Garlasco, la difesa di Andrea Sempio insiste: “Manca la pistola fumante”

La difesa alza il muro mentre Andrea Sempio affronta a Roma la consulenza personologica: tra audio, sospetti e ricostruzioni contrapposte, il caso Garlasco torna su un crinale decisivo.
Credit © Mediaset

Nel nuovo capitolo dell’inchiesta sul delitto di Garlasco, la linea difensiva di Andrea Sempio si concentra sull’assenza di un elemento decisivo capace, secondo i legali, di chiudere il cerchio accusatorio. Nelle stesse ore in cui l’indagato si trova a Roma per sottoporsi alla consulenza personologica richiesta dal suo pool difensivo, l’avvocata Angela Taccia ha ribadito la posizione della difesa con parole nette: “Abbiamo le risposte del nostro cliente, gli crediamo, manca la pistola fumante“. Il passaggio fotografa il senso della strategia: fiducia nella versione fornita da Sempio e contestazione dell’esistenza di una prova ritenuta davvero risolutiva.

La consulenza personologica, affidata dalla difesa a una psicoterapeuta-criminologa, è cominciata a Roma e richiederà ancora tempo prima di restituire un profilo completo. Si tratta di un accertamento difensivo che arriva in una fase delicatissima dell’indagine, mentre la Procura di Pavia continua a valorizzare, tra gli altri elementi, alcuni contenuti emersi dai soliloqui captati in auto. Sky TG24 riferisce che le operazioni sono iniziate il 11 maggio 2026 nella capitale e che serviranno diversi giorni per avere un esito del lavoro.

Sul fronte accusatorio, i pm sostengono che in un audio dell’8 febbraio 2017 Sempio sembri evocare l’orario dell’omicidio. Nel testo riportato da Sky TG24 compare questa frase: “È successo qualcosa quel giorno … inc (cioè ‘incomprensibile’, ndr) … era sempre lì a casa … inc … io non so se lei ha detto che lavorava … inc … però cazzo, oh … inc … alle nove e mezza (9.30) a casa… inc“. Per la Procura, quella registrazione, letta insieme ad altri atti, potrebbe riferirsi all’orario in cui l’indagato si sarebbe presentato a casa della vittima il giorno del delitto. È proprio dentro questo contrasto fra l’interpretazione degli inquirenti e la replica della difesa che si colloca oggi il nuovo snodo del caso.

In questo quadro, l’uscita di Taccia assume un peso specifico preciso: non una replica generica, ma il tentativo di depotenziare il valore degli elementi fin qui emersi, sostenendo che non esista ancora quella prova regina capace di trasformare i sospetti in certezza processuale. La formula della “pistola fumante” diventa così il baricentro del racconto difensivo, mentre l’inchiesta prosegue e l’attenzione resta puntata sugli esiti della consulenza personologica e sulle prossime mosse degli investigatori. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!