Il rischio di diffusione dell’hantavirus in Italia resta “molto basso”, ma le autorità sanitarie scelgono la linea della prudenza. Con una circolare indirizzata a Regioni e uffici di sanità di frontiera, il Ministero della Salute ha definito in modo puntuale le misure da adottare nei confronti dei contatti stretti dei casi collegati alla nave Hondius, introducendo una quarantena fiduciaria di sei settimane per i soggetti considerati ad alto rischio.
Il documento, pur escludendo scenari di allarme per la popolazione generale, sottolinea la necessità di un rafforzamento della sorveglianza sanitaria e di un approccio improntato alla massima cautela. La durata della quarantena, pari a 42 giorni dall’ultima esposizione, riflette l’ampio periodo di incubazione che caratterizza l’infezione da hantavirus e mira a intercettare tempestivamente eventuali casi secondari.
Le indicazioni operative sono precise: isolamento in una stanza dedicata, mantenimento di una distanza di almeno due metri dagli altri conviventi, uso esclusivo di stoviglie e oggetti personali, oltre a una ventilazione frequente degli ambienti domestici. Il Ministero prevede tuttavia la possibilità di brevi uscite per esigenze legate al benessere psicofisico, purché vengano adottate rigorose misure di protezione individuale, come l’utilizzo di mascherine mediche resistenti ai liquidi e l’evitamento di contesti affollati.
La definizione di “contatto ad alto rischio” comprende chi ha avuto esposizioni strette e prolungate con un caso probabile o confermato: conviventi, partner intimi, persone che condividono spazi abitativi come camere o servizi igienici, operatori sanitari privi di adeguati dispositivi di protezione, passeggeri seduti in prossimità del caso durante voli di lunga durata e soggetti entrati in contatto diretto con materiali potenzialmente contaminati senza protezioni.
Diverso l’approccio per i contatti a basso rischio, per i quali non è prevista quarantena ma un automonitoraggio passivo dei sintomi per lo stesso arco temporale di 42 giorni. Febbre, dolori muscolari, cefalea, affaticamento, disturbi gastrointestinali o respiratori devono essere segnalati tempestivamente alle autorità sanitarie locali, secondo le indicazioni fornite.
La circolare si inserisce in un quadro di vigilanza epidemiologica che, pur in assenza di evidenze di diffusione significativa sul territorio nazionale, punta a prevenire qualsiasi possibile evoluzione del rischio. Il messaggio delle autorità resta chiaro: nessun allarme, ma attenzione elevata e gestione rigorosa dei casi potenziali. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
