Il delitto di Garlasco torna a far discutere e ad alimentare interrogativi che, a quasi diciannove anni dai fatti, restano ancora senza risposta. La nuova pista investigativa punta su Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, indicato dalla procura come possibile autore dell’omicidio. Un’ipotesi che, nelle carte degli inquirenti, si accompagna a un movente definito come “un approccio sessuale respinto” e a un sentimento di “odio” nei confronti della vittima. Ma è soprattutto la ricostruzione dei movimenti del presunto killer a presentare lacune e contraddizioni.
Secondo l’informativa, Sempio si sarebbe nascosto nel giardino dell’abitazione dei Poggi, riuscendo poi a introdursi in casa approfittando del momento in cui Chiara avrebbe aperto la porta per far uscire i gatti. Da lì si sarebbe sviluppata la dinamica dell’aggressione, inizialmente nei pressi del divano, dove sono state rinvenute tracce di sangue, per poi proseguire nella zona del telefono e concludersi sulle scale che portano al seminterrato. Tuttavia, nelle oltre 300 pagine dell’atto emergono diversi punti oscuri, a partire da veri e propri buchi temporali che rendono incerta la sequenza degli eventi.
Uno degli elementi più controversi riguarda la gestione delle tracce ematiche e i movimenti all’interno della casa. Nella precedente ricostruzione che aveva portato alla condanna di Alberto Stasi, si era ipotizzato che l’assassino si fosse lavato in bagno, alla luce delle tracce sul dispenser del sapone. Nella nuova versione, invece, si sostiene che il killer sarebbe entrato in bagno solo per “specchiarsi” e valutare la presenza di sangue sul proprio corpo, per poi lavarsi nel lavabo della cucina. Proprio in quell’area sarebbero state individuate ulteriori tracce ematiche, ma resta inspiegabile il mancato approfondimento su elementi potenzialmente decisivi, come il tappetino sotto il lavandino, che — secondo quanto riportato — non sarebbe mai stato analizzato e sarebbe stato addirittura trovato ripiegato.
A sollevare ulteriori dubbi è la fase successiva al delitto. Sempre secondo l’accusa, Sempio, ormai “tutto sporco di sangue”, sarebbe uscito dall’abitazione senza essere visto e avrebbe raggiunto a piedi la casa della nonna, distante circa 500 metri. Un tragitto che, in pieno giorno, non avrebbe prodotto alcun riscontro visivo da parte di testimoni. La stessa nonna avrebbe confermato la visita del nipote, ma resta difficile spiegare come non siano state notate eventuali tracce di sangue o segni evidenti di colluttazione.
Questa ricostruzione comporta anche il superamento di alcuni elementi ritenuti centrali nelle precedenti indagini. La bicicletta trovata appoggiata al cancello, che aveva avuto un ruolo nel processo a Stasi, scompare dalla scena, così come l’auto sospetta e altri possibili avvistamenti di mezzi di trasporto. L’ipotesi attuale è che il killer si sia mosso esclusivamente a piedi, senza attirare l’attenzione, un dettaglio che contribuisce ad alimentare il mistero.
Il caso Garlasco, già segnato da una lunga e complessa vicenda giudiziaria, si presenta oggi con una nuova chiave di lettura che però non scioglie i nodi fondamentali. Al contrario, la sensazione è che ogni tentativo di ricostruzione apra ulteriori interrogativi, rendendo sempre più difficile delineare con certezza ciò che accadde la mattina del 13 agosto 2007. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
