Sole, Gigantesca macchia solare sul lato nascosto: tra pochi giorni punterà dritta sulla Terra

Una vasta regione attiva sul lato nascosto del Sole si prepara a rivolgersi verso la Terra. Rschio di tempeste geomagnetiche e aurore visibili anche a basse latitudini nei prossimi giorni.
Credit © NASA

Una colossale regione attiva si sta preparando a ruotare verso la Terra dal lato nascosto del Sole, alimentando l’attenzione della comunità scientifica internazionale e degli osservatori di meteo spaziale. Si tratta di una macchia solare di dimensioni eccezionali, già protagonista di intensa attività magnetica, che secondo le stime potrebbe trovarsi allineata con il nostro pianeta entro cinque o sei giorni, aumentando sensibilmente il rischio di tempeste geomagnetiche.

Il fenomeno si sviluppa su quella porzione della nostra stella temporaneamente non visibile dalla Terra, ma non permanentemente nascosta. A differenza della Luna, infatti, il Sole non presenta un lato oscuro stabile: la sua rotazione differenziale — circa 25 giorni all’equatore e fino a 35 giorni alle latitudini polari — porta ciclicamente ogni regione a rivolgersi verso il nostro pianeta.

L’eccezionalità della macchia solare è stata confermata da osservazioni indirette provenienti sia da sonde spaziali sia da Marte. L’imponente struttura è infatti visibile anche dal Pianeta Rosso, come dimostrano le immagini raccolte dal rover Perseverance nel cratere Jezero. “La gigantesca macchia solare è visibile anche da Marte. Durante un’indagine sulla polvere atmosferica effettuata il 16 maggio, il rover Perseverance ha individuato due grandi regioni attive”, ha spiegato l’astrofisico Tony Phillips. Oltre al sistema principale, ne è stato identificato un secondo, leggermente più piccolo ma comunque significativo.

L’attenzione degli esperti è però concentrata sulla regione più estesa, che ha già mostrato segnali evidenti di instabilità magnetica. “La macchia solare è in piena attività, con intense eruzioni solari”, ha sottolineato Phillips. I dati raccolti dalla sonda Solar Orbiter, frutto della collaborazione tra ESA e NASA, indicano un livello di attività particolarmente elevato: “I sensori a raggi X a bordo della sonda Solar Orbiter – prosegue l’esperto – hanno rilevato due brillamenti di classe X1 e oltre una dozzina di brillamenti di classe M a partire dal 15 maggio. Anche i coronografi terrestri hanno rilevato numerose espulsioni di massa coronale (CME) provenienti dal lato nascosto del Sole, ulteriore conferma dell’intensa attività.”

Credit: ESA/NASA/SolO/PHI TEAM/spaceweather.com

Le macchie solari sono regioni relativamente più fredde della fotosfera, caratterizzate da campi magnetici estremamente intensi. Questi campi possono diventare instabili e generare fenomeni di riconnessione magnetica, durante i quali enormi quantità di energia vengono liberate sotto forma di brillamenti. L’energia sprigionata in tali eventi può raggiungere livelli paragonabili all’esplosione simultanea di centinaia di migliaia, se non milioni, di ordigni nucleari.

A tali eruzioni sono spesso associate le espulsioni di massa coronale, gigantesche nubi di plasma e campi magnetici che vengono proiettate nello spazio interplanetario. Quando queste strutture sono dirette verso la Terra, possono interagire con la magnetosfera terrestre generando tempeste geomagnetiche anche di classe estrema. Le conseguenze possono variare da spettacolari aurore polari fino a disturbi nei sistemi satellitari, nelle comunicazioni radio e nelle reti elettriche.

Credit: ESA/NASA/SolO/PHI TEAM/spaceweather.com

Proprio la prospettiva di un possibile allineamento della regione attiva con la Terra rende cruciale il monitoraggio nei prossimi giorni. “La gigantesca macchia solare osservata da Solar Orbiter si dirigerà verso la Terra tra 5 o 6 giorni, mettendo il nostro pianeta nella zona di impatto per future attività”, ha concluso Phillips. Se le condizioni geomagnetiche dovessero risultare favorevoli, non è escluso che il fenomeno possa tradursi in aurore visibili anche a latitudini insolitamente basse, inclusa l’Italia.

L’evoluzione di questa struttura rappresenta un banco di prova significativo per la previsione del meteo spaziale, un ambito sempre più strategico in un’epoca fortemente dipendente dalle tecnologie satellitari. Nei prossimi giorni, telescopi e sonde continueranno a sorvegliare attentamente la regione, mentre la comunità scientifica resta in attesa di comprendere se il “mostro” solare confermerà le sue potenzialità. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!