Per la giornata di martedì 2 giugno 2026 la Protezione Civile ha diramato una Allerta Meteo GIALLA, che coinvolge complessivamente otto regioni italiane, con fenomeni prevalenti di natura temporalesca, idrogeologica e idraulica. Il quadro meteorologico evidenzia una marcata instabilità atmosferica, con rovesci e temporali anche intensi, localmente associati a raffiche di vento e grandinate, soprattutto sulle aree alpine, prealpine e sulle pianure del Nord, con estensione a settori del Centro.
In Lombardia si segnalano condizioni differenziate ma diffuse. Per il rischio idraulico è attiva allerta gialla sulle Orobie bergamasche, quindi nella provincia di Bergamo, e sul Nodo Idraulico di Milano, che interessa la Città Metropolitana di Milano e aree limitrofe. Sul fronte temporali, l’allerta riguarda un’ampia porzione regionale comprendente le province di Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Como, Lecco, Monza e Brianza, Pavia, Lodi, Cremona e Mantova, includendo settori quali la pianura centrale, l’alta e bassa pianura orientale e occidentale, oltre alle aree lacustri e prealpine. Per il rischio idrogeologico, sempre in codice giallo, sono coinvolte le zone montane e pedemontane: Valchiavenna (Sondrio), Valtellina, Valcamonica (Brescia), oltre a Lario e Prealpi occidentali e orientali e ancora il Nodo Idraulico di Milano e la pianura centrale.
Situazione analoga in Piemonte, dove l’allerta gialla per temporali interessa gran parte del territorio regionale: dalle province di Torino, Cuneo e Asti (aree di pianura torinese, Belbo e Bormida) fino a Biella e Vercelli (Cervo e Chiusella, Val Sesia), comprendendo anche il Verbano-Cusio-Ossola (Toce) e Alessandria (Scrivia). In Emilia-Romagna l’instabilità coinvolge sia le aree di pianura sia quelle collinari e montane, con allerta gialla per temporali nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara, inclusa la fascia costiera ferrarese.
Nel Veneto l’allerta gialla per rischio temporali è estesa in modo capillare a quasi tutto il territorio regionale, dalle Dolomiti bellunesi (Belluno) alle pianure di Treviso, Venezia, Padova, Vicenza, Verona e Rovigo. Sono coinvolti i principali bacini idrografici, tra cui Piave, Brenta-Bacchiglione, Adige e Livenza, con particolare attenzione alle aree pedemontane e alla pianura centro-orientale e meridionale. Anche in Friuli Venezia Giulia si registra allerta gialla sia per temporali sia per rischio idrogeologico nelle province di Udine, Gorizia e Pordenone, comprendendo il bacino dell’Isonzo, del Tagliamento e del Livenza.
Nel Trentino-Alto Adige l’intero territorio della Provincia Autonoma di Bolzano è interessato da allerta gialla sia per temporali sia per rischio idrogeologico, con fenomeni più probabili nelle aree montane e vallive.
Spostando l’attenzione al Centro Italia, in Umbria l’allerta gialla per temporali interessa tutte le principali aree idrografiche regionali, coinvolgendo le province di Perugia e Terni, con particolare riferimento ai bacini del Tevere, del Nera e del Chiascio-Topino. In Abruzzo la criticità è duplice: temporali e rischio idrogeologico in codice giallo coinvolgono le province di Teramo, Pescara, L’Aquila e Chieti, interessando i bacini del Tordino-Vomano, del Pescara, dell’Aterno e del Sangro, comprese le aree della Marsica.
Il quadro complessivo indica quindi una fase perturbata diffusa, con fenomeni a carattere sparso ma localmente intensi. Le condizioni di ordinaria criticità suggeriscono attenzione soprattutto nelle aree urbane soggette ad allagamenti, nei corsi d’acqua minori e nei territori montani esposti a frane e smottamenti. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
