Allerta Meteo, martedì 9 giugno rischio Temporali intensi e Grandine: le Aree Interessate

Allerta Pretemp per martedì 9 giugno: instabilità in aumento al Nord con temporali localmente intensi su Alpi e Prealpi tra Lombardia e Veneto. Fenomeni più isolati altrove, in attesa del peggioramento di mercoledì.

Nel corso della notte tra lunedì e martedì il transito di un’onda corta in quota darà avvio a una fase di instabilità che troverà piena espressione dal pomeriggio di martedì 9 giugno, in particolare lungo l’arco alpino. Si tratta di una Allerta Meteo Pretemp, che segnala condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali anche intensi, in vista dell’avvicinamento più strutturato di una saccatura atlantica attesa raggiungere le regioni settentrionali nella giornata di mercoledì.

Per la giornata di martedì viene emesso un livello 1 (criticità ordinaria) su Alpi centro-orientali e settori prealpini tra Lombardia e Veneto, dove sono attesi temporali prevalentemente isolati ma localmente intensi. I fenomeni potranno essere accompagnati da rovesci a carattere di nubifragio circoscritto, grandinate di piccole dimensioni con possibilità di episodi localmente più significativi (chicchi fino a dimensioni medie inferiori ai 5 cm) e raffiche di vento sostenute, soprattutto in prossimità dei nuclei temporaleschi più organizzati.

Un livello 0 (criticità assente o molto bassa) viene invece esteso al resto delle regioni settentrionali, includendo gran parte della Pianura Padana e dei settori a sud del Po, dove la probabilità di sviluppo temporalesco risulta più limitata e confinata a episodi isolati.

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Dal punto di vista dinamico, l’avvicinamento della saccatura atlantica comporterà un progressivo aumento della ventilazione in quota, pur in assenza, nella giornata di martedì, del nucleo più freddo che rimarrà ancora arretrato. Tale configurazione favorirà un moderato wind shear (DLS), elemento che, combinato con un’atmosfera instabile, potrà sostenere lo sviluppo di celle temporalesche capaci di produrre fenomeni intensi su scala locale.

Non si evidenziano invece segnali significativi di convergenza nei bassi strati, in particolare sulle aree pianeggianti, dove mancherà un apporto deciso di correnti umide dall’Adriatico. Questo limiterà la diffusione dei fenomeni sulle pianure, concentrando l’attività convettiva soprattutto a ridosso dei rilievi alpini e prealpini, laddove il riscaldamento diurno potrà fungere da innesco principale.

Le aree a sud del fiume Po risultano meno favorevoli allo sviluppo di convezione, come indicato anche da diversi modelli previsionali che tendono a escludere fenomeni significativi nel pomeriggio. Tuttavia, la presenza di instabilità medio-alta e valori di CIN prossimi allo zero suggerisce che eventuali inneschi, seppur poco probabili, non possano essere completamente esclusi, giustificando l’inclusione di queste zone nel livello 0. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!