Una saccatura di origine atlantica si appresta a interessare il Nord Italia, lambendo le regioni settentrionali con un progressivo aumento dell’instabilità atmosferica. L’evoluzione prevista, secondo l’Allerta Meteo emessa da Pretemp, evidenzia condizioni favorevoli allo sviluppo di fenomeni convettivi anche di forte intensità, in particolare sui settori a nord del Po, tra Lombardia orientale, Veneto e Friuli Venezia Giulia.
Nel corso della notte e fino alle prime ore del mattino, una ondulazione delle correnti in quota inserita in un flusso sud-occidentale favorirà la genesi di numerosi temporali sull’arco alpino centro-orientale. Le aree maggiormente esposte saranno quelle dolomitiche, le Prealpi venete e friulane e la Carnia. I fenomeni assumeranno prevalentemente carattere multicellulare, con possibilità di back-building e rigenerazione continua, capaci di determinare accumuli pluviometrici significativi: attesi 30-50 mm in tre ore e fino a 80-100 mm nell’arco di dodici ore. Sul margine meridionale dei sistemi convettivi non si esclude la formazione di supercelle, in particolare tra il Bresciano e la provincia di Trento, con grandinate fino a 3-4 cm di diametro, sostenute da un wind shear profondo (DLS) compreso tra 25 e 30 m/s.
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Dalla tarda mattinata e soprattutto nel corso del primo pomeriggio, il quadro meteorologico subirà una nuova e più marcata intensificazione. Le schiarite e l’afflusso di aria umida sciroccale dall’Adriatico contribuiranno a un aumento dell’energia disponibile (SBCAPE oltre 1400-1500 J/kg), mentre una nuova onda corta in arrivo da ovest incrementerà il forcing dinamico, accompagnato da un rafforzamento dei venti in quota con DLS localmente superiore ai 30 m/s e avvezione di vorticità positiva.
In questa fase, i primi temporali si svilupperanno per innesco orografico, ma successivamente sarà determinante la formazione di una dryline in risalita dall’Emilia. L’interazione tra aria più secca sud-occidentale e masse d’aria più umide presenti sulla Pianura Padana favorirà lo sviluppo di celle isolate anche di tipo supercellulare. Particolarmente esposte risultano la bassa pianura lombarda e le aree comprese tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Qui si concentrano le condizioni più favorevoli per fenomeni severi, con grandinate di medio-grosse dimensioni fino a 4-6 cm e raffiche di vento intense.
Sulle pianure venete e friulane, in particolare tra il Trevigiano e il Pordenonese, il passaggio di supercelle potrebbe risultare significativo anche sotto il profilo tornadico. Alcune simulazioni modellistiche indicano valori di SRH nei primi 3 km superiori a 200 m²/s², CAPE nei bassi strati oltre 150 J/kg e low-level shear fino a 30 nodi: parametri compatibili con la formazione di tornado anche intensi, specie lungo le linee di convergenza tra lo Scirocco in ingresso dalla costa e le correnti prefrontali. In serata, con il transito del fronte freddo, non si esclude l’organizzazione di sistemi lineari convettivi (QLCS), capaci di produrre diffuse raffiche di vento.
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Per quanto riguarda il Livello 1 di allerta, le Alpi Retiche e le Prealpi lombarde risultano particolarmente vulnerabili a precipitazioni persistenti a carattere convettivo. Qui, la combinazione tra divergenza in quota e sollevamento orografico favorirà temporali autorigeneranti, sostenuti da un flusso sud-sudorientale nei bassi strati. I fenomeni potranno protrarsi fino alla tarda mattinata o al primo pomeriggio, aumentando il rischio di accumuli localmente elevati.
Condizioni più marginali, ma comunque da monitorare, interesseranno il basso Piemonte, dove nel pomeriggio e in serata potranno svilupparsi temporali sparsi lungo linee di convergenza nei bassi strati, con possibili grandinate di piccole dimensioni e rinforzi del vento. Attività convettiva più debole è attesa lungo l’Appennino marchigiano e nelle aree interne del Centro-Sud, in un contesto caratterizzato da scarso wind shear.
Il quadro complessivo presenta elementi compatibili anche con un livello superiore di criticità, ma l’incertezza modellistica mantiene la valutazione su un Livello 2 per le aree di pianura tra Lombardia orientale e Friuli Venezia Giulia, dove si concentrano i fenomeni più intensi e potenzialmente pericolosi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
